L'ANGOLO DELLA SCIENZA

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Claudio
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Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da Claudio »

L’IMPORTANZA DI AVERE UNA FLORA INTESTINALE COMPOSTA DA BATTERI PROBIOTICI.



Ne abbiamo già parlato per cui cercherò di essere breve. L’intestino contiene mediamente circa 1,5 litri di liquido, qui si intende l’intestino a digiuno, il quale a sua volta contiene circa 20 mila miliardi di batteri. Come può contenerne un numero così alto?? Semplicemente per il fatto che la maggior parte dei batteri sono estremamente piccoli, si parla di batteri con un diametro di 200-300 nm (milionesimi di millimetro). Uno dei batteri più piccoli è lo Streptoccus Salivarius che ha un diametro di 180 nm e costituisce il maggior componente della flora intestinale. E’ un probiotico, cioè utile, che elimina batteri patogeni come il Clostridium Difficile ed inoltre produce quasi tutte le vitamine del gruppo B. Il Salivarius inoltre è il primo batterio che colonizza l’intestino fin dalla nascita. Ma quali sono i probiotici principali?? Oltre allo Streptococcus Salivarius importantissimo è il Bifidobacterium Bifidum, i Lattobacilli (acidophilus, termophilus, ramnosus, delbrueckii subsp. bulgaricus), e lo Streptococcus Termophilus e Bulgaricus, il Bacillus Clausi.. Anche alcuni miceti sono importanti in particolare il Saccaromices Boulardi che è uno dei più resistenti agli antibiotici. Per creare una flora probiotica intestinale occorre ridurre l’introto di proteine animali, in particolare quelle della carne, i formaggi invece possono essere utili, ma soprattutto riscoprire le proteine vegetali, soprattutto quelle dei legumi, fagioli, lenticchie ceci ed ovviamente un buon introito di verdura fresca. A questo proposito c’è un ottimo libro di Debora Rasio: “La dieta non dieta” che vi consiglio di comprare. Importante è anche l’assunzione di alimenti che siano ricchi di probiotici come ad esempio lo Yogurt. Un barattolino di questo alimento può contenere decine di miliardi di batteri che hanno una replicazione rapidissima e colonizzano in poco tempo l’intestino, soprattutto dopo terapia antibiotica. Potete anche farlo in casa lo Yogurt, ci sono dei barattoli apposta che mantengono la temperatura a 37°, alla sera mettete nel barattolo il latte, sciogliete una bustina contenente lattobacilli, mescolate bene, ed alla mattina lo trovate pronto. Si può fare lo Yogurt anche con latte di Soia, in questo caso dovrete utilizzare delle bustine contenenti la Streptococcus Salivarius o Bacillus Clausi perché sono quelli che si sviluppano meglio in questo tipo di latte, essendo il latte di Soia privo di lattosio. Nell’intestino sono presenti 400 tipi di batteri, molti di questi producono tossine che vanno ad infiammare l’intestino. E’ quindi estremamente importante favorire una flora probiotica che riduce al minimo la presenza del Clostridium e di altri batteri patogeni. Come già detto è utile assumere alla sera un po di Magnesio perché questo favorisce lo sviluppo del Bifidobacterium Bifidum che è uno dei più importanti propitici.

Claudio
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Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da Claudio »

Volevo riproporre il sito di Angeloni per fare alcune considerazioni.
http://www.angleo.it/scieprof/relativita/relat01.htm

Alcune mie considerazioni:

C’è un sistema molto più semplice per demolire la formula E=M*C^2, e cioè che la C non può essere rappresentata che dal numero 1 e cioè da una misura che non sia convenzionale. Se noi prendiamo come unità di misura i Km possiamo dire che la luce viaggia nel vuoto assoluto a circa 300.000 Km/sec, però ci siamo serviti di un unità di misura convenzionale sia per lo spazio che per il tempo, unità di misure create dall’uomo, come il metro il cm il piede ma anche l’unità astronomica e così pure per il tempo il sec, il minuto, l’ora ecc. Se noi prendiamo in considerazione l’unità astronomica (150 mil di Km) e dividiamo la velocità della luce per l’unità astronomica (300.000/150 milioni) otteniamo 0,002 che rappresenta lo spazio che la luce percorre in 1 sec rapportato all’unità astronomica sempre servendoci di unità di misura convenzionali. Poco importa se la luce percorre i 150 milioni di Km in otto minuti, l’unità astronomica resta sempre 1 per convenzione (esattamente come facciamo per il metro, centimetro, km , sec, minuto, ora, giorno, anno), per cui se eleviamo lo 0,002 al quadrato otteniamo 0,000004. Intendo dire che fare questa operazione E=M*300.000^2 è completamente assurdo perché ci siamo serviti di unità di misura convenzionali e così pure per ottenere lo 0,000004. Pertanto la velocità della luce non può essere che rappresentata dall’1, cioè in un unità di tempo qualsiasi stabilito per convenzione la velocità della luce non può che essere 1, unico termine non convenzionale perchè universale per qualsiasi formula. Pertanto E=M*C^2 può essere rappresentato dall’ E=M*1^2 cioè E=M. L’energia è esattamente uguale alla massa e non dobbiamo moltiplicarla per alcunché. Se vogliamo calcolare l’energia libera che può svilupparsi dalla massa dobbiamo utilizzare dei calcoli molto più complessi ed in particolare dobbiamo prima calcolare le reazioni esogenetiche e le reazioni endogenetiche (e nel caso del Deuterio e del Trizio le endogenetiche sono circa 1 /6 delle esogenetiche). Ma comunque sia energia libera o massa condensata la formula resta sempre E=M, dove M rappresenta sia la massa condensata che l’energia che può liberarsi dalla massa. Se noi presupponessimo che la massa debba moltiplicarsi per alcunché per avere il valore dell’energia libera significherebbe che la massa (M) non rappresenta l’energia effettiva che può liberarsi dalla massa. Ma c’è un sistema ancora più semplice per demolire la formula Einsteniana di E=M*C^2 e cioè che dal momento che la C viene espressa dallo spazio/tempo e dal momento che il tempo diventa una variabile, anzi alla velocità della luce dovrebbe annullarsi, la formula semplicemente cade perché qualsiasi formula dove un termine fondamentale (in questo caso il tempo) si annulla semplicemente cessa di esistere dal momento che se noi eseguimo la formula E=M*0 otteniamo 0. Poco importa dire che per un osservatore esterno la velocità della luce è una costante, e per un osservatore interno(es un fotone)che cosa potrebbe dire se potesse parlare???

Tempo fa avevo posto questo:

Come sapete la formula della Relatività Ristretta di Einstein è E= M.C^2, ma a questo punto ci si può chiedere che senso ha elevare la velocità della luce al quadrato come termine assoluto, cioè senza rapportarla ad un'altra velocità. Elevare un termine di velocità al quadrato ha senso solo se si rapporta ad un'altra velocità che può essere doppia o tripla o multipla. Inoltre il termine di velocità in questo caso conviene sia il più semplice possibile, faccio un esempio: io vado a cozzare contro un muro a 20 km/ora e si sprigiona una certa energia, se invece vado a cozzare alla velocità di 40 km/ora sprigionerò un energia che risponde alla formula E= 1/2xM.V^2. In questo caso la velocità è doppia per cui non potrò mantenere dei termini convenzionali di velocità espressi da delle misure convenzionali (i km sono una nostra convenzione), ma dovrò semplicemente dire che la macchina la seconda volta è andata a cozzare contro il muro a velocità doppia rispetto alla prima volta. Quindi nel primo caso il termine di velocità sarà 1, nel secondo caso sarà 2. Facciamo un esempio: nel primo caso dovremo esprimere il valore: E= 1/2x M. V^1 (quindi E= M. ½= ½ perché M non potrò esprimerlo che con 1) nel secondo caso avremo E= 1/2x M.V^2 dove il termine velocità non potrà altro che essere 2 ( quindi E=1/2 M .2^2) . E dal momento che 2^2 =4 che dovremo dividere per 2 otterremo come risultato 2. Pertanto la macchina andando a cozzare contro il muro a velocità doppia rispetto alla prima volta svilupperà un energia 4 volte superiore (non so se mi seguite). Chiaramente anche la massa ovvero M dovrà essere espressa nei termini più semplici possibili e cioè con numeri semplici multipli o sottomultipli dell’1. Nel primo caso la forza sprigionata dava per risultato ½, nel secondo caso la forza sprigionata è 2 (e questo rapportandola al termine 1)Quindi nel primo caso l’energia che si sviluppa sarà espressa da ½ nel secondo caso da 2. Facciamo un esempio, poniamo di avere una bilancia che misura la forza di spinta, se nel primo caso (cioè a 20 km/ora) l’auto cozzando contro il muro sviluppava un energia di 800 Kg nel secondo caso (cioè cozzando a 40 Km/ora) l’energia che si sviluppa sarà di 3200 Km. Se andasse a cozzare a 80 km/ora l’energia che si svilupperebbe sarebbe di 12.800 kg. Il punto è che la formula dell'energia cinetica è tale solo se rapportata ad un altro valore, altrimenti non avrebbe alcun senso.. Lo stesso vale per la massa che potrà essere doppia o tripla o una frazione della precedente di quella iniziale per poter eseguire un calcolo corretto. Ed è evidente che deve restare costante il tempo, perchè se variasse, tutta questa formula salterebbe e si cadrebbe nel caos totale. Ora non vedo perchè l'energia che esprime un corpo se viaggia alla velocità della luce debba esprimersi in termini diversi dalla formula generale dell'energia che esprime un corpo in moto. Tale formula è valida solo se rapportata a un altra che abbia lo stesso valore, se varia anche solo il tempo la formula cade è perde tutto il suo significato. Se poi qualcuno riuscisse a spiegarmi che valore esprime la velocità della luce elevata al quadrato; si, perché è chiaro che il Km è una nostra convenzione. Noi non potremmo eleggere 300.000 al quadrato ottenendo 90 miliardi perché avrei elevato una convenzione al quadrato. Io potrei per convenzione considerare lo spazio che percorre la luce in un secondo con il termine di 1 e considerare questo 1 come unità astronomica per misurare la distanza fra i pianeti, in tal caso avremmo E = M . 1^2 il che significherebbe E= M. Se poi volessi rapportare la velocità della luce alla vera unità astronomica, cioè alla distanza terra-sole, 150 milioni di Km, avrei che la velocità della luce è di 1/500 di un unità astronomica che elevato al quadrato mi darebbe 0,000004, cioè il valore diventerebbe infinitesimale. Ma che cos’è una velocità? In fisica, la velocità è una grandezza definita come il tasso di cambiamento della posizione di un corpo in funzione del tempo, ossia, in termini matematici, come la derivata del vettore posizione rispetto al tempo. In questo contesto è chiaro che il tempo non può essere che una costante altrimenti qualsiasi formula relativa alla velocità andrebbe a farsi friggere. Il presupporre che una persona che stà sulla terra invecchi meno di uno che sta nella Stazione Spaziale semplicemente perchè quest'ultimo è più lontano alla massa è semplicemente una follia. Il presupporre che il gemello che è sull'astronave invecchi meno di quello che è sulla terra è semplicemente da menomati mentali. Perchè qui non si tratta di urto ( ed anche in questo caso la velocità della luce sarebbe comunque una costante possibile di essere duplicata, triplicata o dimezzata) ma esclusivamente di velocità, dove la massa non deve essere presa in considerazione altrimenti saltano tutti i presupposti dell'energia cinetica in rapporto all'urto. Inoltre la velocità non può essere rappresentata che da un vettore. Ed è chiaro che anche C non può essere rappresentata che da un vettore. Ma che senso ha elevare un vettore al quadrato??? E perché è stato tolto l’1/2 iniziale. Mi si potrebbe obiettare che Einstein è arrivato a questa formula in seguito a complesse formule matematiche ed allora non ci sarebbe più nulla da obiettare. C’è da obiettare un'altra cosa e cioè che tali formule si basano su un presupposto sbagliato e cioè che la velocità della luce sia la velocità massima raggiungibile. E la gravità a che velocità viaggia. Qualcuno per salvare la formula della relatività ristretta sostiene che anche la gravità ha una velocità uguale a quella della luce, ma qualche altro , non meno arguto sostiene che tale affermazione è del tutto gratuita non essendo stato possibile finora misurare la velocità della forza di gravità (non è neppure stato dimostrato che la velocità della luce sia insuperabile). Ma in ogni caso per quanto lo si giri o lo si rigiri la velocità può essere espressa oggettivamente solo con un vettore che può variare in funzione del tempo che deve essere necessariamente una costante nella possibilità che si possa duplicare, triplicare o frazionare ma sempre in considerazione a "quel tempo". Non c'è un tempo di valore A ed un tempo di valore B. Il tempo ha sempre lo stesso valore ( e qui si parla di tempo oggettivo), possibile quindi di essere duplicato triplicato o frazionato ma in base a quel valore. A livello soggettivo è chiaro che il tempo varia diversamente, possiamo dire che non esiste, se voi dormite, sicuramente non esiste, se voi siete svegli il tempo diventa solo una percezione soggettiva. Il tempo del mio gatto non è il mio tempo e così via. Ma mi piacerebbe riportarvi un brano in cui si evidenzia che il tempo varia solo se rapportato ad una variazione. Ma poichè l'autore di questo brano dimosta che le variazioni sono solo delle apparenze, perchè tutto è rapportabile al fattore 1 inizialele che costituisce l'universo, anche il così detto tempo oggettivo non esiste. Più avanti vi riporterò il brano altrimenti potreste scambiarmi come un folle.. Ma ritorniamo al nostro vettore che è l'unico che può esprimere la velocità. Nel quadrato di un vettore si usa il prodotto scalare. Se si utilizzasse il prodotto vettoriale, il risultato sarebbe sempre zero. Ora ve lo dimostro con un esempio: supponiamo di avere il vettore V. Il prodotto scalare di un vettore per se stesso può indicare così: < V , V >. Il prodotto vettoriale, invece, si indica così: V x V. Il prodotto scalare di due vettori è uguale al prodotto dei moduli per il coseno dell'angolo compreso, ma poichè ogni vettore è parallelo a se stesso, abbiamo:
< V , V > = |V| * |V| * cos0° = |V|^2 = V^2
Il risultato, quindi, è il quadrato del modulo del vettore V, e tale quadrato è uno scalare perchè derivato da un prodotto scalare. Nel prodotto vettoriale, invece, si utilizza il seno dell'angolo compreso, ma se i vettori sono paralleli l'angolo compreso è 0°, e pertanto sin0° = 0 e il prodotto vettoriale è sempre nullo. Nella formula della Relatività ristretta E=M*C^2 è chiaro che la C può essere rappresentata da un vettore. Ed allora se noi eleviamo la C al quadrato cosa otteniamo. E’ chiaro che la C al quadrato non può essere altro che il valore dell’ipotenusa del triangolo rettangolo dove i due lati sono rappresentati da due vettori: uno è la forza tangenziale che spinge il corpo verso l’esterno in senso orizzontale, il secondo lato è il vettore della forza di gravità che attira il corpo in rotazione verso la massa maggiore; solo in tal modo otteniamo una curvatura dello spazio esattamente come postulata da Einstein. Forse era un quesito che non vi eravate mai posto? Il grave è che forza tangenziale e forza orizzontale non sono nemmeno nominate nelle formule di Einstein che portano alla E= M.C^2. Ma quello che è più grave è che tralascia l’1/2. E già, perché se noi consideriamo i due vettori TANGENZIALE ed ORIZZONTALE non possiamo che inserire 1/2 necessariamente. Ma quello che è più grave è che dovendo rapportarci necessariamente a termini semplici l’energia esprime la massa solo come 1=1, cioè E=M=1; più precisamente dobbiamo anche considerare quel ½ che ci eravamo dimenticati, cioè in pratica E=M=1/2, formula che se non rapportata ad un'altra non esprime assolutamente nulla.

P.S Occorre aggiungere che la formula della Relatività Ristretta E=M*C^2 non ha nulla a che fare con la formula dell’energia che sviluppa un corpo quando cozza contro un altro corpo. In questo caso la formula è E=M*V*1 /2. Come già detto se io vado a cozzare contro un muro a 20 km/ora si sprigiona una certa energia, se invece vado a cozzare alla velocità di 40 km/ora sprigionerò un energia che risponde alla formula E= 1/2xM.V^2. In questo caso la velocità è doppia per cui non potrò mantenere dei termini convenzionali di velocità espressi da delle misure convenzionali (i km sono una nostra convenzione), ma dovrò semplicemente dire che la macchina la seconda volta è andata a cozzare contro il muro a velocità doppia rispetto alla prima volta. Quindi nel primo caso il termine di velocità sarà 1, nel secondo caso sarà 2. Vi siete mai chiesti perché bisogna moltiplicare per 1 /2. Per il semplice fatto che io considero solo la massa dell’auto, mentre l’energia si sprigiona in egual misura sia verso l’auto che verso il muro. Ma io la massa del muro mica la considero. Einstein al contrario ha voluto dare alla sua formula un valore assoluto e cioè il valore che ha la massa come energia, senza rapportarla ad alcunché. Quindi non è l’energia che si sprigiona da un raggio di luce che cozza contro un muro, ma è l’energia complessiva del corpo che si considera, sia che questo sia fermo sia che sia in movimento. Ora dal momento che non esiste nessun rapporto possiamo togliere quel 1 /2. Eppure anche la velocità della luce si potrebbe rapportare. Poniamo un corpo celeste che viaggia a 30.000 Km/sec. La luce in questo caso viaggia ad una velocità 10 volte superiore. In tal caso per esprimere l’energia (solo energia di urto) dobbiamo adottare la formula classica E=M*V*1 /2. Facciamo un esempio: un corpo che compatta contro un altro corpo a 30.000 Km/sec, ed un corpo che compatta contro un altro corpo a 300.000 Km/sec, otteniamo nel secondo caso che l’energia dell’urto è 100 volte superiore, però dobbiamo necessariamente moltiplicare per 1 /2, dal momento che consideriamo solo l’energia che si propaga nel corpo che urta e non nel corpo urtato (altrimenti le masse diventerebbero 2). Che poi l’energia che sviluppa un corpo che cozza alla velocità della luce sia infinita e così pure che il tempo si annulli è una pura invenzione di Einstein dal momento che tali considerazioni non si possono fare dalla semplice formula E=M*C^2. Il perché gran parte della fisica contemporanea si sia persa in una simile formula strampalata resta un mistero, e non ditemi che tale formula è stata convalidata dall’esperienza nella ciambella di Ginevra perché questa è una pia illusione. Anche il fotone che viaggia alla velocità della luce è un energia e dovrebbe essere un energia infinita (dal momento che viaggia alla velocità della luce), invece è un energia ben quantizzabile. Anche il Neutrino che viaggia alla velocità della luce, mantiene la sua massa costante sia che viaggi alla velocità della luce sia che venga fermato da qualsiasi corpo (vedi gli studi di Bruno Pontecorvo). Pertanto che la massa e neppure l’energia non diventi infinita alla velocità della luce è stato dimostrato da innumerevoli studi. Altrimenti vi lascio immaginare l’impatto che avrebbe un raggio di luce contro un qualsiasi corpo, e così pure il neutrino e così potremmo fare per altre particelle. Che poi la velocità della luce sia una costante rispetto a qualsiasi sistema di riferimento è un'altra invenzione del caro Albert.
Anche il concetto di “massa” è abbastanza aleatorio”. Il termine più appropriato in fisica è la “massa inerziale” che è “”la massa inerziale è proporzionale all'inerzia di un corpo, che è la resistenza al cambiamento dello stato di movimento quando viene applicata una forza”” Questo concetto mette sullo stesso piano una massa di plutonio estremamente compatta ed una nube di idrogeno che si trova nello spazio. Chiaramente in una ambiente gravitazionale come la terra o altri pianeti le due masse (plutonio ed idrogeno) si comportano in modo completamente diverso. La massa di plutonio cadrà e sarà soggetta all’accelerazione di gravità mentre la massa di idrogeno avvolgerà la terra e non sarà soggetta a nessuna accelerazione di gravità. Eppure l’accelerazione di gravità in un sistema gravitazionale come la terra è fondamentale per definire il concetto di massa. Si potrebbe definire come massa il numero di atomi semplici che compongono un corpo. Ad esempio una pietra da 1 kg, ed una massa metallica di plutonio sempre da 1 kg hanno lo stesso numero di protoni e di neutroni, tenendo presente che protoni e neutroni come massa si equivalgono, ma se entriamo nella fisica subatomica il concetto di massa diventa ancora più aleatorio. Già protoni e neutroni costituiscano della massa totale del atomo meno dello 0,06% (potremmo più giustamente dire dell'energia complessiva dell'atomo)
https://it.wikipedia.org/wiki/Elettrone
, il resto è energia, se poi parliamo dell’elettrone questo possiede una massa che è 1/1836 di quella del protone, eppure se dovessimo esprimerli in termine di energia elettroni e protoni si equivarrebbero. Ed allora come potrebbe essere rappresentata la massa?? Come energia confinata in un determinato territorio, mentre tutto quello che non è confinato è rappresentato dall’energia che può influenzare a distanza anche altre masse o altre energie. Ad esempio quando abbiamo un legame atomico come ad esempio nella molecola dell’acqua (H2O) sono le energie che tengono legato il sistema e non certo le masse ( o energie confinate). Le energie non hanno un limite, ma decrescono in modo inversamente proporzionale al quadrato della distanza. Così pure la forza di gravità che potremmo anche chiamare energia di gravità, può propagarsi fino all’ultima galassia visibile e forse anche oltre sempre tenendo buono il principio che il suo effetto decresce in modo inversamente proporzionale al quadrato della distanza. Ora qui sorge un problema: la massa è già energia anche se delimitata in un certo spazio. Con opportuni accorgimenti potremmo rendere questa energia libera, cioè non delimitata, come abbiamo nella bomba atomica. Ma l’energia che otterremo sarà esattamente uguale come valore a quella delimitata, ed è per questo che E=M. che poi la M sia delimitata o venga liberata è un problema che non riguarda assolutamente l’equivalenza E=M, dove la M per esprimere l’energia che si può liberare non deve essere moltiplicata da nessun numero dal momento che perderemmo l’equivalenza massa = energia. Il problema del calcolo deve essere fatto senza intaccare questo principio e devo dire che non è semplice e non si può certo risolvere con termini convenzionali.
P.S Faccio presente che Erico Fermi, quando è stata scoppiata la prima bomba atomica ( La prima bomba al plutonio (nome in codice "The Gadget") fu fatta esplodere nel "Trinity test" il 16 luglio 1945 nel poligono di Alamogordo, in Nuovo Messico.), aveva paura che scoppiasse il mondo intero, solo per dire che non erano riusciti a calcolarne la potenza con la formula relativistica E=M*C^2. Avevano già capito che quella formula non funzionava.

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lig856
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Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da lig856 »

Le difficoltà che ad Alamagordo , Fermi, Szilard, Teller, Hoppenheimer ed il suo gruppo di Los Alamos ebbero non erano sulla formula di Einstein E=Mc^2 ma sul calcolo della massa critica. :D
Anzi l'esplosione ebbe una potenza molto vicina a quella calcolata dall'equipe di Hoppy e fu anzi la prima grande conferma della formula di Einstein, che per inciso era stata già formulata da un italiano ..... ma lasciamo perdere.
La scoperta che il decadimento beta dei materiali transuranici potessero generare 2 o più neutroni (Otto Hans) avevano reso evidente che si poteva creare una reazione a catena ma la massa di plutonio e simili che potevano innescare la reazione era un calcolo statistico assai complicato.
Si temeva che se la massa fosse troppo superiore l'esplosione poteva mettere in pericolo gli stessi osservatori, se inferiore non si sarebbe innescata per niente o ci sarebbe stata uno scarso utilizzo del materiale fissile con una esplosione molto inferiore alle aspettative. :o
Il timore era proprio la coscienza che l'energia liberata come calcolato dalla formula di Einstein in seguito alla fissione nucleare potesse essere troppo forte.
Al Trinity Test tutto invece fu previsto con precisione: potenza ed energia esplosiva (~10.000 TNT), emissione di raggi gamma, emissione di raggi alfa (neutroni), onda d'urto meccanica, onda di luce all'impatto, fallout radioattivo.....purtroppo la formula di Einstein aveva funzionato! :evil:
Tutto il discorso sui pollici e sulle diverse unità di misura è una bagg...… va bè ..lasciamo perdere ….! mi piaci di più quando parli di Yogurt o collibatteri.
Ti ricordo che la formula stabilisce l'equivalenza e il fattore di conversione tra l'energia e la massa di un sistema fisico e comunque deve essere scritta bene: E0=mc^2 in quanto rappresenta l'energia di una particella a riposo e non in muovimento. :mrgreen:
E poi E = m, nel sistema Internazionale di misura (SI) si equalizza una grandezza fondamentale come la massa ( kg) con una derivata, l'energia (Joule) dove le dimensioni della equazione sono sballate.
Proviamo a criticare la dimostrazione della formula cominciando dalla quantità di moto relativistica:
p= mv/(1-(v/c)2)1/2= ymv
dove m è la massa invariante di una particella m, p è la quantità di moto relativistica, dove la velocità , diretta lunga un asse x è funzione dell'osservatore .....
La legge del moto di Newton F = dp/dt diventa:
d/dt mv/(1-(v/c)2)1/2...... e via di seguito ...
Claudio per contestare una formula bisogna contestarne la dimostrazione che ha portato a quella formula ...tutto il resto sono discorsi ... da non addetti ai lavori! :o :o :lol:
Ultima modifica di lig856 il 10/02/2019, 15:26, modificato 1 volta in totale.
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Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da lig856 »

lig856 ha scritto:
09/02/2019, 22:08
Le difficoltà che ad Alamagordo , Fermi, Szilard, Teller, Hoppenheimer ed il suo gruppo di Los Alamos ebbero non erano sulla formula di Einstein E=Mc^2 ma sul calcolo della massa critica. :D
…………………………………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………………………………….
E poi E = m, nel sistema Internazionale di misura (SI) si equalizza una grandezza fondamentale come la massa ( kg) con una derivata, l'energia (Joule) dove le dimensioni della equazione sono sballate.
...................................................................................................................
Legenda: E=energia(joule), Kg=M=massa a riposo della particella, c= velocità della luce nel vuoto, m=metri, s=secondi, v=velocità
Un'analisi dimensionale dell'equazione di Einstein
E=M•c^2
risulta E= Kg•m^2/s^2
c^2=v^2=m^2 /s^2 M=Kg
Kg•m^2/s^2=Kg•m^2/s^2
L'equazione di Einstein dal punto di vista dimensionale è corretta la tua no.
Ma sì! ... ma che ce ne facciamo in fisica di una dimensione in più o di una in meno.......... :lol: :lol: :lol:
Ultima modifica di lig856 il 10/02/2019, 15:34, modificato 2 volte in totale.
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Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da lig856 »

Narrano le cronache che il giorno prima dell'esplosione Szilard passò tutta la notte a fare calcoli su calcoli per verificare la correttezza della massa di plutonio che sparata nella massa target avrebbe avuto un totale di massa critica tale da generare l'energia corretta, nei sui calcoli compare una formula in particolare E=Mc^2; il punto di avvistamento fu messa al punto giusto per una osservazione adeguata dell'esplosione (tutti gli osservatori furono dotati di occhiali protettivi) e così pure tutti gli strumenti di rilevazione vari.
Tutti rimasero stupefatti da una esplosione che non aveva mai avuto precedenti nella storia, in particolare il generale Groves il responsabile della sicurezza e della segretezza di tutta l'operazione che sembra abbia esclamato "questa volta le teste d'uovo l'hanno fatta grossa!" :D
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Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da lig856 »

Claudio ha scritto:
08/02/2019, 0:45
Volevo riproporre il sito di Angeloni per fare alcune considerazioni.
http://www.angleo.it/scieprof/relativita/relat01.htm

Alcune mie considerazioni:
.................
Se noi prendiamo in considerazione l’unità astronomica (150 mil di Km) e dividiamo la velocità della luce per l’unità astronomica (300.000/150 milioni) otteniamo 0,002 che rappresenta lo spazio che la luce percorre in 1 sec rapportato all’unità astronomica sempre servendoci di unità di misura convenzionali.
....................
Prendiamo solo una delle tue considerazioni:
V=s/t la velocità è lo spazio percorso (distanza) nell'unità di tempo. :o
Nel sistema SI la velocità della luce si esprime in km/sc chilometri al secondo.
La tua Unità astronomica è uno spazio percorso , una lunghezza (in km immagino?) ..... :lol: col risultato che hai diviso uno spazio per uno spazio ancora più grande ottenendo ovviamente un numero adimensionale un numero decimale! :mrgreen:
Bel risultato! :lol:
Gil
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Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da lig856 »

lig856 ha scritto:
11/02/2019, 8:03
Claudio ha scritto:
08/02/2019, 0:45
Volevo riproporre il sito di Angeloni per fare alcune considerazioni.
http://www.angleo.it/scieprof/relativita/relat01.htm

Alcune mie considerazioni:
.................
Se noi prendiamo in considerazione l’unità astronomica (150 mil di Km) e dividiamo la velocità della luce per l’unità astronomica (300.000/150 milioni) otteniamo 0,002 che rappresenta lo spazio che la luce percorre in 1 sec rapportato all’unità astronomica sempre servendoci di unità di misura convenzionali.
....................
Prendiamo solo una delle tue considerazioni:
V=s/t la velocità è lo spazio percorso (distanza) nell'unità di tempo. :o
Nel sistema SI la velocità della luce si esprime in km/sc chilometri al secondo.
La tua Unità astronomica è uno spazio percorso , una lunghezza (in km immagino?) ..... :lol: col risultato che hai diviso uno spazio per uno spazio ancora più grande ottenendo ovviamente un numero adimensionale un numero decimale! :mrgreen:
Bel risultato! :lol:
Se invece la tua Unità Astronomica=UA fosse una velocità c/UA=0,002 che non rappresenterebbero altro che il rapporto tra le due velocità o fra i due spazi.
Io comunque farei UA/c=500 la tua velocità astronomica sarebbe 500 volte la velocità della luce.
Per la tua dimostrazione mi sposterei nel Sistema CGS, dove l'unità di misura della lunghezza è il centimetro (cm).
Allora risulterebbe c=3•10^10 cm/s.
Ma ciò non cambierebbe nulla perché c nel suo sistema di riferimento sarebbe sempre una costante. :o
Gil
La comprensione delle idee altrui è il sublime dell'intelligenza, il coraggio delle proprie idee è la sublimazione dell'intelligenza
Gillana Giancarlo :ola

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