L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Per dare spazio a chi vuol parlare di scienza e di medicina.
Sezione da prendere con le dovute cautele dove è OBBLIGATORIO non prendere troppo sul serio, anzi non prendere affatto sul serio quello che potrebbe essere scritto qui.
Regole del forum
NON prendere mai sul serio quello che c'è scritto in questa sezione. Consultate un medico se avete bisogno.
I responsabili del sito e del forum si manlevano qualsiasi responsabilità per le indicazioni mediche e non presenti in questa sezione.
Avatar utente
lig856
Messaggi: 1116
Iscritto il: 08/11/2014, 15:15

Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da lig856 »

CURCUMINA
La scoperta del proteasoma o proteosoma, un complesso multiproteico presente in tutte le cellule appartenenti ai domini eukarya e archaea (e in alcune del regno bacteria), che ha il compito di degradare polipeptidi all'interno della cellula, e del dyrk2, un enzima che agisce sul proteosoma, gli scienziati (biochimici) hanno di fatto trovato il fulcro per cui colpire la proliferazione caotica delle cellule tipiche del tumore …. ma ora c'è di più:
Attraverso un esame detto cristallografia a raggi x è stata "fotografata" la complessa struttura della curcumina e il sito attivo con cui si lega all'enzima DYRK2, attuando un'inibizione molto forte nella sua funzione. Da anni si cercava un farmaco che interagisse con il proteoma (o con qualche suo attivatore come il DYRK2) delle cellule tumorali più resistenti, un particolare organello senza il quale la cellula smette di proliferare. Incredibilmente la natura ce ne aveva già fornito uno con la curcumina. "Il nostro obiettivo principale è quello di sviluppare un composto chimico che possa colpire DYRK2 in pazienti con tumori" dicono i ricercatori e aggiungono "I nostri risultati rivelano un ruolo inaspettato della curcumina nell'inibizione del DYRK2 e forniscono una dimostrazione del fatto che la manipolazione farmacologica dei regolatori del proteasoma può offrire nuove opportunità per il trattamento del carcinoma mammario triplo negativo difficile da trattare e del mieloma multiplo(tumori farmaco resistenti)".
La curcumina è un estratto dalla Curcuma longa utilizzato principalmente come colorante vegetale. Ha un colore giallo simile a quello dello zafferano.
Era già conosciuta da secoli nella medicina Ayurvedica indiana per la cura di molte malattie; oggi ci sono centinaia di studi sulle sue proprietà.
STRUTTURA
La curcumina è stata per la prima volta isolata e descritta da Vogel e Pelletier nel 1842. Dopo che Ciamician a altri ne hanno definito la formula chimica, la struttura è stato identificata nel 1910 da J. Miłobędzka, Stanisław Kostanecki e Wiktor Lampe.
Nel 1913 Lampe riesce a sintetizzarla ma solo nel 1953, dopo gli studi di Pavolini e altri, Srinivasan la identifica chiaramente come una miscela.
La via biosintetica è conosciuta solamente dal 2008.
La Curcuma è parte integrante della medicina e fitoterapia di molti paesi del Sud-Est asiatico, viene comunemente utilizzata per trattare disturbi biliari, ittero, anoressia, tosse, ulcere diabetiche, disturbi epatici, reumatismi, infiammazione, sinusite, disturbi mestruali, ematuria, ed emorragia. La curcuma o curcumin è anche usato come antisettico, analgesico, antinfiammatorio, antimalarico e repellente per insetti.[9]
La curcumina è uno dei più studiati fitoterapici al mondo.

Il problema della curcumina è quello di rimanere del sangue per poco tempo, ed di non essere perciò in grado di attivare in maniera continuativa l'enzima DYRK2 per arrestare e distruggere la proliferazione delle cellule tumorali, sono allo studio variazioni della struttura molecolare della curcumina per poter ovviare a questo problema.
Forse non è lontano il tempo in cui si potrà battere il male del secolo! :geek:
Gil
La comprensione delle idee altrui è il sublime dell'intelligenza, il coraggio delle proprie idee è la sublimazione dell'intelligenza
Gillana Giancarlo :ola

Claudio
Messaggi: 909
Iscritto il: 26/06/2014, 0:48

Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da Claudio »

Alzheimer, forse causato da infezioni fungine cerebrali?
Autore: Alessia Ciancaleoni Bartoli
, 06 Novembre 2015
Gli esiti di una recente ricerca spagnola sembrano suggerire nuove ipotesi sui meccanismi alla base di questa complessa patologia. Ora necessarie nuove e approfondite indagini.
La rivista Nature ha recentemente pubblicato uno studio https://www.nature.com/articles/srep15015#discussion
che è stato diretto da un team di ricercatori dell'Universidad Autónoma de Madrid (Spagna) allo scopo di indagare un'eventuale correlazione tra l'infezione da funghi e il morbo di Alzheimerr (AD). Analizzando il tessuto del sistema nervoso centrale (CNS) di un gruppo di pazienti con AD, gli scienziati hanno potuto constatare la presenza di cellule IFE appartenenti a diverse specie fungine, una scoperta che potrebbe avvalorare la tesi di una possibile eziologia micotica del morbo di Alzheimer.
L'Alzheimer appartiene alla categoria delle malattie neurodegenerative come la sclerosi multipla (SM), la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la malattia di Parkinson (PD), un gruppo eterogeneo di disturbi del sistema nervoso centrale che sono caratterizzati da una perdita lenta e irreversibile delle funzioni neuronali e la cui eziologia rimane in gran parte sconosciuta. Una caratteristica che accomuna molte di queste patologie è la presenza di aggregati proteici dannosi in corrispondenza del CNS. Nello specifico, l'Alzheimer è caratterizzato da un accumulo di grovigli intracellulari di proteina tau iperfosforilata e da depositi extracellulari di proteina amiloide. Tuttavia, come spiegano gli autori dello studio, l'ipotesi che questo fattore sia all'origine della malattia sembra essere contraddetta dal fallimento di diversi studi clinici volti proprio a ridurre l'accumulo di sostanze amiloidi.

Oltre al declino cognitivo, la stragrande maggioranza dei pazienti con AD manifesta chiari segni di infiammazione del CNS e di attivazione del sistema immunitario. Queste osservazioni hanno portato alla speculazione che l'Alzheimer possa avere un'origine autoimmune o essere dovuto ad agenti infettivi quali virus o batteri, il cui materiale genetico è stato, peraltro, già rilevato nel cervello di soggetti con AD.

In questo contesto si inserisce lo studio dei ricercatori spagnoli, che hanno analizzato 4 diverse regioni del sistema nervoso centrale di 11 pazienti con AD e di 11 soggetti sani di controllo. Utilizzando una serie di anticorpi diretti contro 5 diverse specie di funghi (Candida glabrata, Candida famata, Candida albicans, Phoma betae, e Syncephalastrum racemosum), le 4 zone del CNS, ossia la corteccia frontale esterna, l'emisfero cerebellare, la corteccia entorinale e il plesso coroideo, sono state sottoposte ad esami di immunoistochimica e di microscopia confocale che hanno rivelato la presenza intra ed extracellulare di materiale fungino. L'entità e la tipologia delle infezioni si è dimostrata variabile a seconda dei pazienti, ma in tutti loro è stata evidenziata la presenza di cellule e ife di funghi. Al contrario, i soggetti di controllo non hanno manifestato nessun tipo di infezione fungina cerebrale.

Nei pazienti con AD è stata rilevata la presenza di macromolecole fungine anche all'interno dei capillari e degli altri vasi sanguigni del CNS, una scoperta che potrebbe contribuire a spiegare le numerose patologie cerebrovascolari abitualmente manifestate dalla maggior parte dei malati di Alzheimer (angiopatia cerebrale amiloide, microinfarti, emorragie e degenerazioni microvascolari).

I risultati dello studio sembrano quindi dimostrare che esista una relazione tra l'infezione fungina del tessuto cerebrale e il morbo di Alzheimer. Secondo gli autori dello studio, partendo dall'ipotesi che i funghi rappresentino il vero e proprio agente eziologico dell'AD, è possibile spiegare molti degli aspetti di questa malattia. Ad esempio, la lenta progressione dell'Alzheimer è in sintonia con la natura cronica delle infezioni fungine che, se non adeguatamente trattate, potrebbero essere la causa della degenerazione neuronale e cerebrovascolare, dell'infiammazione e dell'attivazione del sistema immunitario che caratterizzano questa malattia. Inoltre, la varietà degli agenti infettivi fungini e la loro eventuale combinazione sarebbe in grado di spiegare le notevoli differenze che i pazienti con AD manifestano in termini di evoluzione e gravità dei sintomi clinici.
Questo spiegherebbe anche il perché dell’efficacia della Vit D, se tenuta almeno sopra i 50 ng/ml, che previene nel 100% dei casi la malattia di Alzheimer. Spiega anche i miglioramenti che si hanno con questa vitamina anche quando la malattia si è già instaurata, data la produzione di CATELICIDINE estremamente specifiche contro i miceti che hanno causato la malattia, probabilmente potenziata da altri meccanismi che esercita questa vitamina (attivazione delle pompe ioniche, attivazione del ciclo dell’ossigeno). Chiaramente quando il danno si è già avuto la risposta può essere scarsa o nulla. Inoltre i miglioramenti sono legati al livello di questa vitamina, che a malattia instaurata, dato lo stato infiammatorio che si è instaurato, crolla drasticamente in poco tempo. Con lo stato infiammatorio è soprattutto la forma intermedia che non si trasforma nella forma terminale (1-25-idrossicolecalciferolo) con conseguente progressione della malattia. Risulta quindi estremamente importante la prevenzione, con dosi adeguate di questa Vitamina, associata al Magnesio (3-4 gr/die) che ne permette e ne potenza l’azione https://www.sciencedaily.com/releases/2 ... 122548.htm :geek:

frugolik
Messaggi: 1126
Iscritto il: 28/07/2014, 16:46
Località: Padova

Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da frugolik »

La rivista “Le Scienze” festeggia col numero del prossimo Settembre i cinquant’anni di vita ( nell’edizione Italiana che riempie i miei archivi🤪) pubblicando una serie di articoli scritti dai più affermati scienziati nelle varie discipline, che tenteranno di prevederne lo sviluppo futuro in base alle conoscenze attuali più avanzate!
In genere questo esercizio, espletato in passato da letterati di grande fantasia dotati però di conoscenze limitate dal relativo progresso scientifico della loro epoca, non ci hanno mai azzeccato gran ché!😂
Oggigiorno però il progresso stesso è in larga parte pianificato dai condizionamenti della ricerca che non può fare a meno di investire su ciò che si ritiene di conoscere, e non può più permettersi, anche culturalmente, balzi di fantasia che ribaltino le basi assiomatiche delle varie discipline!
Ne deriva che le previsioni degli scienziati operanti sul campo, quantomeno a breve medio termine, tendono ad ipotizzare sviluppi della ricerca dai percorsi già pianificati!
Quantomeno per quanto riguarda le nostre aspettative di vita, possiamo fidarci di ciò che ci raccontano!😂😂😂

Claudio
Messaggi: 909
Iscritto il: 26/06/2014, 0:48

Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da Claudio »

frugolik ha scritto:
04/08/2018, 10:34
La rivista “Le Scienze” festeggia col numero del prossimo Settembre i cinquant’anni di vita ( nell’edizione Italiana che riempie i miei archivi🤪) pubblicando una serie di articoli scritti dai più affermati scienziati nelle varie discipline, che tenteranno di prevederne lo sviluppo futuro in base alle conoscenze attuali più avanzate!
In genere questo esercizio, espletato in passato da letterati di grande fantasia dotati però di conoscenze limitate dal relativo progresso scientifico della loro epoca, non ci hanno mai azzeccato gran ché!😂
Oggigiorno però il progresso stesso è in larga parte pianificato dai condizionamenti della ricerca che non può fare a meno di investire su ciò che si ritiene di conoscere, e non può più permettersi, anche culturalmente, balzi di fantasia che ribaltino le basi assiomatiche delle varie discipline!
Ne deriva che le previsioni degli scienziati operanti sul campo, quantomeno a breve medio termine, tendono ad ipotizzare sviluppi della ricerca dai percorsi già pianificati!
Quantomeno per quanto riguarda le nostre aspettative di vita, possiamo fidarci di ciò che ci raccontano!😂😂😂
Lo dicono loro stessi" Ora necessarie nuove e approfondite indagini.""

Claudio
Messaggi: 909
Iscritto il: 26/06/2014, 0:48

Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da Claudio »

Effetti onde Elettromagnetiche

EFFETTI BIOLOGICI DELLE ONDE ELETTROMAGNETICHE

Il seguente scritto è stato redatto da Mariella Nicoletti
Medico Ricercatore e Dirigente DasMeLab dell’Università Federico II di Napoli

Esistono ormai molti dati che documentano la capacità delle radiazioni non ionizzanti (NIR) di influenzare gli organismi viventi e i meccanismi biochimici molecolari di cellule sia in vitro che in vivo con effetti non dipendenti da fenomeni termici. Molti studi sperimentali su cellule in coltura hanno contribuito a fare chiarezza sui possibili meccanismi biologici che stanno alla base delle patologie causate dall’esposizione a radiazioni elettromagnetiche, a radiofrequenze e microonde.
Studi recenti hanno dimostrato che i NIR influenzano il metabolismo e la proliferazione cellulare inducendo effetti potenziamenti dannosi in tutti i comparti cellulari, dalla membrana citoplasmatica in cui risulta modificata la distribuzione delle proteine, al citoplasma e al nucleo in cui le NIR attivano una serie di eventi a cascata che coinvolgono enzimi intracellulari (signalling) e molecole di regolazione della crescita cellulare. Particolarmente rilevanti sembrano essere i dati sulla modulazione sui flussi di ioni calcio da parte delle NIR.

Gli effetti delle NIR sul controllo dell’attivazione di ormoni, sulla espressione di enzimi regolatori della crescita e sugli induttori chimici che promuovono il cancro hanno stimolato numerose indagini sul ruolo che questo tipo di radiazioni potrebbe svolgere nel controllo della crescita cellulare sia in condizioni normali che patologiche.
Per motivi biologici i bambini sono più sensibili degli adulti ai rischi ambientali: su scala mondiale i due terzi delle malattie prevenibili avendo cause ambientali colpiscono i bambini. L’età è un fattore determinante del rischio ambientale perché tutti i processi di assorbimento e di metabolismo sono accelerati nell’infanzia, mentre la vulnerabilità dei tessuti all’esposizione a varie sostanze presenti nell’ambiente è molto più accentuata che non negli adulti.
Inoltre i bambini sono esposti al rischio ambientale fin da piccolissimi o addirittura ancor prima di nascere in quanto assorbono sostanze nocive già nella fase di gestazione.
Secondo numerose indagini epidemiologiche l’esposizione cronica a campi elettromagnetici è stata messa in relazione con l’incremento delle leucemie infantili anche con campi magnetici molto deboli, inferiori ciò a 0.2 μT ( microTesla) .

I campi elettromagnetici quindi vanno annoverati tra gli agenti inquinanti potenzialmente a rischio per la salute umana e in special modo del bambino.
Sono partita dallo studio delle influenze dei campi elettromagnetici sul sangue. I globuli rossi sono le cellule del sangue deputate al trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti e dell’anidride carbonica dai tessuti ai polmoni. L’emoglobina contenuta nei nuclei dei globuli rossi è la sostanza che opera questo trasporto, grazie al ferro che contiene e che dà a queste cellule il loro colore.
Il ferro può magnetizzarsi in due modi, o per contatto con una calamita, o per effetto di un campo elettromagnetico. Un campo elettromagnetico si genera quando l’elettricità scorre in un filo avvolto in una bobina. Tutti noi siamo circondati da un gran numero di tali campi.

Alcuni sono irradiati da stazioni radiotelevisive, antenne radar, ripetitori per cellulari; altri, li possediamo in casa: radio, radiosveglia, coperta elettrica, forno a microonde, televisore,computer,altri apparecchi con tubi catodici, telefoni portatili e cellulari, walkie talkie, macchine fax,videogiochi, lampade al neon, apparecchiature elettroniche in genere e perfino i fili della corrente. Dagli schermi TV e computer escono grandi quantità di ioni ed elettroni, che vanno a depositarsi sui tessuti, sugli organi e sui centri energetici superiori, i più delicati di tutto il sistema energetico. L’elenco non è esaustivo.
Questi campi girano tutt’intorno alle nostre stanze e creano campi elettromagnetici in grado di magnetizzare il ferro e quindi anche i globuli rossi. Il fenomeno del sangue elettrico è stato studiato da medici e ricercatori. (Energie Sottili - Roberto Zamperini)
Con il microscopio in campo oscuro si osserva come effetto dell’inquinamento da campi elettromagnetici sul sangue, un impilamento dei globuli rossi (Fig. n. 2).



Come è noto i globuli rossi contengono degli atomi di ferro. Esistono buone ragioni per ipotizzare che i globuli rossi del sangue possano elettrizzarsi e magnetizzarsi, attraendosi l’un l’altro, formando vere e proprie pile e facendo così aumentare la VES.
La VES misura la fluidità del sangue: più è alta la VES, meno fluido è il sangue. Quando il sangue è magnetico, i valori della VES si innalzano. Generalmente una VES alta è interpretata come l’indizio di un’infezione. Ma nel caso del sangue magnetico la VES può essere alta senza che si sia in presenza di alcuna infezione. Risultato del sangue magnetico è sia una sua minore fluidità, sia un calo della sua capacità di trasportare energia verso le cellule, i tessuti e gli organi. Gli effetti del sangue elettrico e magnetico possono essere ansia, tachicardia, depressione, debolezza, crisi ipertensive ed altri sintomi apparentemente inspiegabili.
Possiamo facilmente immaginare che, quando i globuli rossi sono magnetizzati, si congestionino anche i filtri del sangue: fegato, reni, milza, polmoni e pelle.

Molti disturbi a questi organi, che a volte non trovano alcun riscontro clinico, andrebbero analizzati sotto quest’aspetto. Le cellule comunicano tra loro attraverso scambi chimici ed elettrici, ma anche attraverso scambi di vibrazioni sottili. Parte del ferro contenuto nell’organismo è trattenuto e riciclato da fegato e reni, parte è espulso. Quando questi filtri funzionano ancora bene, il ferro congesto viene espulso, perché non è “riconosciuto” come quello giusto. Può allora succedere che il ferro espulso sia superiore a quello introdotto nell’organismo con la dieta. Nessuna integrazione di questo minerale potrà eliminare il problema, se il nuovo ferro ingerito in tal modo sarà in ogni caso sottoposto a campi magnetici. La carenza di ferro porterà presumibilmente ad un’anemia misteriosa quanto resistente a tutte le cure. (Energie Sottili Roberto Zamperini).

Occupandomi di anemia e piastrinopenia, mi sono imbattuta sugli effetti dell’Aspergillus niger sul sangue; osservando infatti cosa succede nel sangue in presenza di Aspergillus, ho scoperto che le immagini (foto n.2) che già conoscevo della microscopia in campo oscuro riguardanti i globuli rossi in caso di esposizione a campi elettromagnetici, erano le stesse dovute all’invasione di Aspergillus niger. Da qui la deduzione che la presenza di campi elettromagnetici favorisca la crescita nel sangue di Aspergillus. Gli effetti di questi miceti sull’organismo umano sono i più vari: si va dall’anemia all’asma, a malattie cardiovascolari.
Propongo a questo punto un’analisi dei rischi ambientali con esami delle fonti di inquinamento naturali e artificiali, rilevamento dei campi elettromagnetici in alta e bassa frequenza, verifica dei rischi sui lavoratori e sui degenti, indagini di laboratorio generali e specifiche per la ricerca di Aspergillus.

E’ inutile continuare a curarsi con i metodi della medicina tradizionale o omeopatica se non si risanano gli ambienti nei quali si vive o si lavora. Trovo molto efficace per il risanamento degli ambienti nonché per la pulizia energetica del sangue e dei corpi sottili l’utilizzo del Cleanergy® (strumento a trasmutazione energetica) ideato dal Dr. Roberto Zamperini , fondatore dell’ IRES (Istituto per le Ricerche sulle Energie Sottili) abbinato a terapie omeopatiche o allopatiche che il paziente è solito utilizzare.

https://runelore.it/elettrosmog/danni-radiazioni.html

Claudio
Messaggi: 909
Iscritto il: 26/06/2014, 0:48

Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da Claudio »

lig856 ha scritto:
20/07/2018, 11:03
CURCUMINA
La scoperta del proteasoma o proteosoma, un complesso multiproteico presente in tutte le cellule appartenenti ai domini eukarya e archaea (e in alcune del regno bacteria), che ha il compito di degradare polipeptidi all'interno della cellula, e del dyrk2, un enzima che agisce sul proteosoma, gli scienziati (biochimici) hanno di fatto trovato il fulcro per cui colpire la proliferazione caotica delle cellule tipiche del tumore …. ma ora c'è di più:
Attraverso un esame detto cristallografia a raggi x è stata "fotografata" la complessa struttura della curcumina e il sito attivo con cui si lega all'enzima DYRK2, attuando un'inibizione molto forte nella sua funzione. Da anni si cercava un farmaco che interagisse con il proteoma (o con qualche suo attivatore come il DYRK2) delle cellule tumorali più resistenti, un particolare organello senza il quale la cellula smette di proliferare. Incredibilmente la natura ce ne aveva già fornito uno con la curcumina. "Il nostro obiettivo principale è quello di sviluppare un composto chimico che possa colpire DYRK2 in pazienti con tumori" dicono i ricercatori e aggiungono "I nostri risultati rivelano un ruolo inaspettato della curcumina nell'inibizione del DYRK2 e forniscono una dimostrazione del fatto che la manipolazione farmacologica dei regolatori del proteasoma può offrire nuove opportunità per il trattamento del carcinoma mammario triplo negativo difficile da trattare e del mieloma multiplo(tumori farmaco resistenti)".
La curcumina è un estratto dalla Curcuma longa utilizzato principalmente come colorante vegetale. Ha un colore giallo simile a quello dello zafferano.
Era già conosciuta da secoli nella medicina Ayurvedica indiana per la cura di molte malattie; oggi ci sono centinaia di studi sulle sue proprietà.
STRUTTURA
La curcumina è stata per la prima volta isolata e descritta da Vogel e Pelletier nel 1842. Dopo che Ciamician a altri ne hanno definito la formula chimica, la struttura è stato identificata nel 1910 da J. Miłobędzka, Stanisław Kostanecki e Wiktor Lampe.
Nel 1913 Lampe riesce a sintetizzarla ma solo nel 1953, dopo gli studi di Pavolini e altri, Srinivasan la identifica chiaramente come una miscela.
La via biosintetica è conosciuta solamente dal 2008.
La Curcuma è parte integrante della medicina e fitoterapia di molti paesi del Sud-Est asiatico, viene comunemente utilizzata per trattare disturbi biliari, ittero, anoressia, tosse, ulcere diabetiche, disturbi epatici, reumatismi, infiammazione, sinusite, disturbi mestruali, ematuria, ed emorragia. La curcuma o curcumin è anche usato come antisettico, analgesico, antinfiammatorio, antimalarico e repellente per insetti.[9]
La curcumina è uno dei più studiati fitoterapici al mondo.

Il problema della curcumina è quello di rimanere del sangue per poco tempo, ed di non essere perciò in grado di attivare in maniera continuativa l'enzima DYRK2 per arrestare e distruggere la proliferazione delle cellule tumorali, sono allo studio variazioni della struttura molecolare della curcumina per poter ovviare a questo problema.
Forse non è lontano il tempo in cui si potrà battere il male del secolo! :geek:


Bell'articolo!! E' vero che la curcumina ha un emivita breve ma viene anche poco assorbita a livello intestinale. Che ne aumenta l'assorbimento anche di 2000 volte è la piperina se si associa alla curcumina nel rapporto 10 (curcumina) a 1 (piperina). Una volta assorbita ne aumenta anche l'azione. In farmacia trovi già dei prodotti curcumina+ piperina. Io ho fatto una miscela di polvere di curcuma ed ho aggiunto il 1/10 di pepe nero, ho messo il tutto in un vaso di vetro ed ho imbibito con alcol puro, chiuso bene il vaso, ora la miscela sta ancora riposando perchè stò finendone un altra analoga. Però avevo notato che anche la semplice polvere di curcuma è eccezzionale nei dolori articolari (meglio del Voltaren), basta prenderne un cucchiaino tre volte al giorno. Mia moglie che l'aveva presa per un paio di mesi era aumentata di 6 kg (solo con la curcuma), inoltre aveva notato che aveva acquistato una grande energia. A differenza degli antidolorifici di sintesi (Voltaren, Brufen, Dicloreum ecc) che danneggiano il cuore e sono controindicati nei cardiopatici, la curcuma invece ha un azione favorente l'attività cardiaca, inoltre è un eccezzionale epatoprotettore e regolarizza i Marker dell'infiammazione. Nelle forme tumorali pare sia terapeutica soprattutto nei linfomi, ed infatti ho un parente che ha trovato ottimi benefici prendendola tre volte al giorno.

Claudio
Messaggi: 909
Iscritto il: 26/06/2014, 0:48

Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da Claudio »

SOLO ORA DA UNA PAGINA DI WIKIPEDIA MI RENDO CONTO CHE È IMPORTANTE IL BORO PER ASSORBIRE IL MAGNESIO
https://it.wikipedia.org/wiki/Boro
“”Il boro in biologia
Studi sempre più numerosi affermano oramai che il boro è un oligoelemento indispensabile per il corretto funzionamento della biochimica animale. È stato provato che il boro (come anione borato) ha un effetto positivo sull'assorbimento del calcio nell'uomo ed allo stesso tempo previene la perdita del magnesio. Ciò è utile per almeno due ragioni. Primo, farebbe del boro un oligoelemento da includere tra i fattori coinvolti nella prevenzione dell'osteoporosi. Lavorando sul riassorbimento di calcio e magnesio, è stato anche dimostrato che il boro innalza i livelli di estrogeni e di vitamina D anche nelle donne in menopausa. Il meccanismo molecolare di ciò non è stato ancora compreso, anche se qualche studio preliminare punta sul rimaneggiamento del metabolismo degli acidi ribonucleici (RNA) e sull'intervento di enzimi della classe fosfo-proteina fosfatasi.
Secondo, metterebbe il boro nella posizione di supplemento alimentare indicato anche nella correzione degli squilibri elettrolitici nei pazienti cardio- o nefropatici, che fanno largo uso di diuretici e/o digitalici. Queste classi di farmaci, infatti, provocano in cronico una perdita corporea cospicua di elettroliti quali potassio, magnesio e calcio, oltre ovviamente al sodio (che viene considerato tra gli effetti anti-ipertensivi di questi farmaci).
Una delle ragioni per cui i vegetariani non soffrono frequentemente di osteoporosi potrebbe ricercarsi proprio nel costante e buon introito di boro attraverso i legumi, le verdure e la frutta di cui fanno largo consumo. Studi aggiuntivi indicherebbero che il boro potrebbe avere un benefico effetto anti-infiammatorio a carico delle giunture articolari, attraverso la modulazione di certe citochine, ed essere così un valido integratore per patologie di tipo artritico. Infine, alcuni studi sembrerebbero indicare che esistano degli effetti positivi degli anioni borato, o di suoi derivati organici, su alcuni tipi di cellule tumorali umane.
Il fabbisogno giornaliero di boro, secondo le raccomandazioni dell'Istituto Superiore della Salute statunitense (NIH) si attestano tra 1,5 e 3,9 mg/die. Gli alimenti più ricchi di boro sono le pere, l'uva, le prugne, i datteri, le mandorle, i cavolfiori, i funghi, i fagioli ed i legumi verdi. “”
Come vedete ne basta pochissimo, da 1,5 mg a 3,9 mg, introiti maggiori potrebbero essere tossici, ma chiaramente chi mangia uva, prugne, datteri, mandorle, cavolfiori, funghi e fagioli non dovrebbe andare incontro a carenze. Inoltre vengo a scoprire che IL SALE SEDATIVO DI HOMBERG scoperto nel 1702, non è altro che una soluzione diluita di Acido Borico https://books.google.it/books?id=fWuBfd ... io&f=false
Il testo dice: “ L’acido fu ottenuto per la prima volta nel 1702 e fu creduto un potente sedativo. La preparazione avvenne scomponendo borace e vetriolo verde. La sostanza sublimata aveva caratteristiche calmanti e queste presunto proprietà portarono ad identificarlo per molto tempo come sedativo. Fu chiamato in seguito Acido Borico. Si usava come calmante combinato con estratto di giusquamo, lattuga sedativa, pinoli, sciroppo di cedro e acqua.”
Il meccanismo sedativo è facilmente deducibile dal momento che determina un maggior assorbimento del calcio (che ha azione sedativa) ed impedisce la perdita del magnesio (che ha pure azione sedativa: con questi due meccanismi impedisce l’osteoporosi, cioè rafforza le ossa. E’ indispensabile però che per far questo siano anche presenti Calcio e Magnesio nella dieta. Inoltre , cosa estremamente importante alza i livelli di Vit D, probabilmente aumentandone l’assorbimento, o forse, cosa ancora più probabile è indispensabile per la trasformazione di una molecola di colesterolo in Vit D sotto l’effetto degli UVB (raggi ultravioletti B). Chiaramente questa mia ipotesi richiede ulteriori conferme. Inoltre: “Studi aggiuntivi indicherebbero che il boro potrebbe avere un benefico effetto anti-infiammatorio a carico delle giunture articolari, attraverso la modulazione di certe citochine, ed essere così un valido integratore per patologie di tipo artritico. Infine, alcuni studi sembrerebbero indicare che esistano degli effetti positivi degli anioni borato, o di suoi derivati organici, su alcuni tipi di cellule tumorali umane.”” Però una cosa interessante che dice il testo è " è stato anche dimostrato che il boro innalza i livelli di estrogeni e di vitamina D anche nelle donne in menopausa. " Cioè non mette neppure in relazione l'innalzamento della Vit D alla luce solare ed in particolare agli UVB, ma dice" Il meccanismo molecolare di ciò non è stato ancora compreso, anche se qualche studio preliminare punta sul rimaneggiamento del metabolismo degli acidi ribonucleici (RNA) e sull'intervento di enzimi della classe fosfo-proteina fosfatasi. " Sarebbe interessante anzi rivoluzionario scoprire che il Boro si sostituisce alla luce del sole per la trasformazione di una molecola di Colesterolo in Colecalciferolo. Le ampie variazioni del livello di Vit D nella popolazione, si potrebbe spiegare con il fatto che non tutti mangiano uva, prugne, datteri, mandorle, cavolfiori, funghi e fagioli.

Claudio
Messaggi: 909
Iscritto il: 26/06/2014, 0:48

Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da Claudio »

Proprio a me, che nel 2017 avevo scritto un Post drastico sulla tossicità del latte e dei prodotti caseari è capitata una persona che da 37 anni beve solo latte. La sua storia è questa, almeno come da lei riferita: all’età di 17 anni (ora ne ha 54) ha bevuto “per sbaglio” mezza bottiglia di Ipoclorito di Sodio (varecchina); portata in ospedale e salvata per miracolo con lavanda gastrica e pure rimasta in coma per quattro giorni, ora alla Gastroscopia la mucosa dello stomaco si presenta tutta una cicatrice fino al duodeno ed oltre. Non riesce a digerire ed a tollerare nessun alimento ad eccezione del latte del quale ne beve tre litri al giorno. Anche i formaggi fa fatica a digerirli, in particolare i formaggi stagionati. Perfino lo yogurt gli crea dei problemi. Non parliamo poi di tutti gli altri alimenti, carne, pesce, verdure che non digerisce assolutamente e se li assume gli creano dolore intestinale talvolta insopportabile. Si è recata da me per vedere se io avevo qualche rimedio, consigliata da un amica, ma io ho dovuto ammettere che un caso come il suo non mi era mai successo e che i rimedi non avrei saputo quali fossero. Fin dall’età di 17 anni, cioè quando è uscita dall’ospedale, si è aiutata con degli integratori di vitamine ed oligoelementi (tipo Supradin). Ho cercato di visitarla accuratamente, ed ho trovato che la sua salute è buona, non è andata neppure soggetta alle influenze invernali. Pure la dentatura è buona (del resto nel Supradin c’è anche Vit D). Aveva fatto degli esami e pure i Marker dell’infiammazione erano nella norma, il che significa che la caseina non causa nessun processo infiammatorio .Proprio a me è capitata una persona che da 37 anni beve solo latte, credo sia l’unica in Italia e forse nel mondo, e per giunta in buona salute. E’ proprio vero, molto spesso ci si creano idee errate, o forse tutto è estremamente soggettivo, come la vecchietta di 103 anni che fumava il toscano dall’età di 20 anni (episodio che ho già raccontato) senza sviluppare nessun tumore polmonare.

P.S Comunque, solo per curiosità, vi pongo il Post che avevo fatto oltre un anno fa sulla tossicità della caseina:

LA TOSSICITA DELLA CASEINA

Contrariamente da un mio post precedente nel quale minimizzavo il ruolo tossico della caseina, in seguito ad ulteriori ricerche sono giunto alla conclusione che la caseina può rappresentare veramente un pericolo per la salute. A questo proposito Liborio Livio Quinto ha fatto uno bel filmato, però io sarei ancora più drastico di lui: la caseina non va data neppure nel bambino in crescita. E’ infinitamente meno tossica la carne, eventualmente si cerchi la carne meno trattata con ormoni, il manzo va meglio del vitello, ed il pollame da cortile è veramente da preferire alle altre carni. Ma tornando alla caseina vediamo perché è tossica: per il semplice fatto che attiva numerosi meccanismi pro- infiammatori. Ma perché, mi si può obiettare visto che la caseina viene scissa in aminoacidi semplici??? Questa osservazione non è vera, poiché moltissimi aminoacidi entrano in circolo in forma combinata, cioè catene di 2-3-4 aminoacidi, che innescano una reazione di rigetto e quindi infiammatoria. Questo accade molto meno con la carne, con le uova e con il pesce; non accade assolutamente con i cereali ed i legumi integrali. Ma perché accade questo?? Per il semplice fatto che molti aminoacidi della caseina hanno un legame particolarmente “forte” che le proteasi pancreatiche non riescono a rompere. Questo non avviene con tutte le altre proteine animali e tanto meno con quelle vegetali. Nei paesi, quali la Finlandia dove si consuma molto latte (300 litri anno pro capite) vi è un incidenza di malattie degenerative da 10 a 36 volte in più rispetto ai paesi dove non si consuma latte ( Cina, Giappone ecc), molto maggiore anche all’Italia dove si consumano 70 litri di latte/anno pro capite. Il latte in sostanza e da evitare e non vorrei che l’alta incidenza di tumori cerebrali nel bambino fosse dovuta proprio al consumo di latte abbinato ad una cronica carenza di Vit D. Nel bambino negli ultimi decenni c’è anche stato un aumento degli osteosarcomi, e questo è avvenuto proprio con l’aumento del consumo di latte. Il bambino in crescita ha bisogno di molte proteine, ma per questo non dobbiamo necessariamente dare latte e formaggi, c’è anche il pesce, ci sono le uova, ed anche la carne, preferibilmente non di allevamento (pollo da cortile) oltre alle proteine dei legumi che sono altrettanto nobili di quelle animali. Nell’adulto poi vale lo stesso discorso: aterosclerosi, tumori e malattie degenerative possono essere legate ad un eccessivo consumo di latte. C’è da ricordare che nella popolazione c’è una cronica carenza di Vit D che favorisce le patologie legate al consumo di caseina. Pertanto, mi spiace dirvelo, può rappresentare un sacrificio, ma se volete star bene eliminate latte e formaggi. C’è da riscoprire o da fare maggior uso della pasta e fagioli, lenticchie e pasta, ceci e pasta meglio integrale. Oltretutto i legumi hanno delle sostanze anti infiammatorie veramente importanti, ed è per questo che bisogna farne maggior uso.

Claudio
Messaggi: 909
Iscritto il: 26/06/2014, 0:48

Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da Claudio »

Esiste un problema molto serio per uno di colore che viene qui nel nostro paese. Questo ci è stato confermato da un recente convegno che si è tenuto qui vicino, a Mezzane, nel quale hanno partecipato tre professori del Policlinico di Borgo Roma: il Prof Delle Carbonare, il Prof Pietro Belli ed il Prof Ermes Vedovi. Ci hanno parlato dei problemi che hanno le persone di colore che vengono qui in Italia. I problemi sono conseguenti al fatto che persone legate al sole vengono in un paese dove prendono pochissimo sole. Come sapete, con il sole si sintetizza Vit D3 a livello cutaneo. La Vit D3 è indispensabile soprattutto per l’osso, ma recentemente si è scoperto, per moltissime altre patologie. Già c’è una carenza nella popolazione italiana di questa vitamina, ma una persona con la pelle bianca, anche se si espone per soli 20 minuti al sole sintetizza una quantità sufficiente di Vit.D3. Al contrario la persona di colore (soprattutto se molto nero) per sintetizzare la stessa dose di Vit D3 deve esporsi al sole per un tempo 10 volte più lugo. Questo dipende dal fatto che la melanina della pelle, cioè quella che da il colore nero, è come una barriera e non lascia passare i raggi ultravioletti. I neri hanno tantissima melanina proprio perché in Africa il sole è molto forte per tutto l'anno e quindi la melanina fa da protezione. Ma una volta che vengono in Italia il sole è troppo debole per la maggior parte dell’anno. Quindi, dopo alcuni anni che soggiornano, vanno incontro a tutte le patologie da carenza di Vit D3. I professori ci hanno detto che i negri, soprattutto le donne, presentono delle decalcificazioni gravissime dopo alcuni anni che soggiornano. Inoltre hanno un altissima incidenza di tutte le patologie strettamente legate a quest’ormone. Inutile che ve le ripeta, perché le ho trattate tutte in ALTRI ARGOMENTI e specificatamente IL MECCANISMO CHE STA’ ALLA BASE DEI TUMORI in FORUM COSE NASCOSTE. Quindi questa carenza gravissima, diventa anche un problema politico, perché chi è in gravissima carenza va incontro anche a malattie infettive che può trasmettere. Sono soprattutto dei portatori di TBC resistente ai farmaci, che fin che erano in Africa restava per lo più silente perché avevano il sistema immunitario che funzionava, ma una volta in Italia si risveglia ed è trasmissibile (e quello che è più grave neppure facilmente curabile).

Avatar utente
lig856
Messaggi: 1116
Iscritto il: 08/11/2014, 15:15

Re: L'ANGOLO DELLA SCIENZA

Messaggio da lig856 »

Io compro la curcumina in drogheria e la piperina in confezioni in capsule via internet.
In realtà il prodotto contiene oltretutto il pepe nero, la Guaranà ed il pepe di Cayenne.
Apro le capsule e le verso in un piccolo barattolino di vetro, in un altro metto la polvere di Curcuma.
Un giorno si ed uno no verso mezzo cucchiaino di curcuma in un Ostia con un pizzico di quel prodotto che ti ho descritto, questo ormai lo faccio da circa 2 anni, vorrei toccare ferro mentre lo scrivo, ma alla mia tenera età di 72, in questo periodo mi sono preso forse solo un raffreddore.
Eppure sto quasi tutto il giorno all'aria aperta, alla mattina 3 ore di tennis alla settimana, al pomeriggio bocce al circol (quindi sono in contatto con persone anziane e spesso cagionevoli), se è inverno vado in piscina.....
Ho provato ad aumentare la dose ma ho riscontrato un abbassamento della pressione (la mia tende già al medio-basso), una eccessiva attività intestinale, ed infiammazione anale.
Questa è la dose che riesco a sopportare senza controindicazioni.
Sarà il caso, ripeto, non posso avere la controprova che il mio intingolo sia veramente efficace.! :!:
Gil
La comprensione delle idee altrui è il sublime dell'intelligenza, il coraggio delle proprie idee è la sublimazione dell'intelligenza
Gillana Giancarlo :ola

Rispondi