E cat

Per dare spazio a chi vuol parlare di scienza e di medicina.
Sezione da prendere con le dovute cautele dove è OBBLIGATORIO non prendere troppo sul serio, anzi non prendere affatto sul serio quello che potrebbe essere scritto qui.
Regole del forum
NON prendere mai sul serio quello che c'è scritto in questa sezione. Consultate un medico se avete bisogno.
I responsabili del sito e del forum si manlevano qualsiasi responsabilità per le indicazioni mediche e non presenti in questa sezione.
frugolik
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Re: E cat

Messaggio da frugolik »

To ef...
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lig856
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Re: E cat

Messaggio da lig856 »

efriel ha scritto:
14/09/2019, 17:37
"40000 euro di spesa per un impianto di riscaldamento geotermico lo ripaghi in 20 anni d'esercizio...se (sarebbe) FOSSE agevolato dallo stato sarebbe un altro paio di maniche...specialmente quando si finanzia la fusione a caldo che nn sar(a)à mai operativa...
Le due cose sono difficilmente comparabili; la prima, riguarda il domestic use,e con 40mila euro ti fai un impianto solare FV e termico che ha rese e ritorni di spesa migliori del geotermico.
La seconda riguarda una ricerca che NON puoi NON fare,se vuoi continuare ad essere un Paese Sviluppato.Già siamo penalizzati dall'esito sciagurato(dal mio punto di vista) del referendum sul nucleare che, di fatto,ha chiuso tutto il NOSTRO sviluppo nel campo,e in maniera tutta italiana,è stato bypassato comprando "nucleare" dall'estero...ma si sa, nel nostro Paese ,la Forma, prevale spesso, sulla Sostanza
Ef

Con il referendum del 12 e 13 giugno 2011 gli italiani si sono espressi nettamente contro il nucleare. Però, esistono ancora sette siti nucleari in Italia.
L’8 e il 9 novembre 1987 l’Italia ha detto no all’energia atomica con il primo, storico referendum contro l’energia nucleare in Italia. Erano gli anni di Chernobyl e della corsa agli armamenti. Con il referendum del 12 e 13 giugno 2011 è stata ribadita la volontà di non costruire centrali atomiche in Italia :like :like , che mandò in fumo i piani atomici del governo di allora.
In Italia tuttavia esistono ancora sette siti nucleari noti, ex centrali elettriche e siti di stoccaggio.
Si trovano distribuiti nel territorio italiano, uno al nord, uno al centro e uno al sud. In Piemonte a Saluggia, dove di recente si è verificata una fuga radioattiva, nel Lazio alla Casaccia e al sud in Basilicata, a Trisaia.
I rifiuti radioattivi stoccati nei vari depositi e nelle isole nucleari dismesse ammontavano nel 2010 a 90mila metri cubi.
In Italia ci sono attualmente tre siti di stoccaggio scorie radioattive di III categoria (le più pericolose da stoccare poiché la radioattività permane per centinaia di migliaia di anni) per un totale di 235 tonnellate.
L'iatalia è un fondamentelmente paese di pastioccioni e di corrotti, soprattutto al sud, infatti non sappiamo neppure gestire i rifiuti ordinari generici generati dalla popolazione nonché quelli generati dalla produzione industriale nel petrolchimico, dal siderurgico e metalmeccanico...hai presente la situazione ecologica Taranto, la "Terra dei fuochi", la gestione della spazzatura di Roma, di Napoli.....a Roma non siamo stati capaci per mesi di far funzionare tre scale mobili nella metropolitana, i turisti a piazza Navona dovevano andarci ... a piedi, non riusciamo a fare manutenzione dei nostri siti culturali più importanti, vedi Pompei....si fanno strade che non si chiudono, palazzi ed ospedali iniziati e mai conclusi, falde acquifere impestate da scarichi abusivi etc. etc etc..
Un popolo governato dai mali affari della Andragheta, Mafia, Camorra e associaziazioni a delinquere di vario stampo, lo sapevi che ospitiamo scorie radioattive anche dalla Francia e dalla Germania. :o
Efriel! Ma li guardi i telegornali? :D
Se gli italiani si sono manifestati, una volta tanto intelligenti è con questi 2 referendum (e ce ne sono voluti 2 per fermare questa devastante decisione per l'Italia)....e ricorda che gli effetti delle scorie non li vedi come dei sacchi di rumenta ...ma sono invisibili almeno alla vista ed i cui effetti alla lunga si chiamano CANCRO.
Come al solito il mondo fa scelte che sono utili all'economia immediata ma non tiene conto dell'economia della terra...solo ora i giovani incominciano a comprendere l'errore dei governi ed a manifestare, quelli che nel 2050 dovranno affrontare gli effetti devastanti del cambiamento climatico....(vedi immmigrazione di massa dai paesi più caldi dove il deserto avanza e le risorse acquifere e di apprrovigionamento scarseggiano sempre più) ....e meno male che io non ci sarò.
Pensa che non ho nemmeno più il coraggio di guardare il TG o reportage che parlano del saccheggio e la distruzione della nostra fauna e della nostra flora (vedi la foresta amazzonica e scioglimento dei ghiacciai)....allo Stelvio lo sci invernale sta per finire .... e qui finisco perchè mi fa troppo male! :cry: .
Non avrei mai pensato, quando ero ragazzo, che avrei assistito a fenomeni di portata mondiale, roba che avevo letto solo nei romanzi di fantascienza di genere catastrofico.
La realtà si sta manifestando pari se non probabilmente
superiore alla fantasia!
. :evil: :twisted: :toot :o
Gil
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efriel
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Re: E cat

Messaggio da efriel »

Gil, il Nostro Paese è stato il primo paese europeo a dotarsi di una centrale atomica,con un reattore a piscina , poi ne costruì una a Trino vercellese e poi si partì con un programma, per arrivare all'indipendenza energetica. Tentativo già messo in opera con i progetti idroelettrici delle alpi che finirono,sempre per l'avidità degli uomini,nella tragedia del Vajont. Da quel momento, in Italia, la politica energetica la fa l'ENI, senza se e senza ma. Il referendum fu fatto all'indomani della tragedia di Chernobyl, con l'ultima nostra centrale appena entrata in funzione a Caorso e una in costruzione a Montalto di Castro. Le Nostre,intese come Occidentali, centrali nucleari, pur essendo tutte diverse( Nel mondo, attualmente NON esistono due centrali nucleari uguali, sono tutte uniche) prevedono, a differenza di quelle di stampo sovietico,una protezione per il il core. Quella di Caorso ha una cupola protettiva che può resistere all'impatto di un 747 che le cada addosso.A Chernobyl NON c'era nulla di questo. Ma a prescindere dai dettagli tecnici,la mia obiezione è puramente etica.TU mi dici che il popolo italiano, in un sussulto di saggezza,ha rinunciato a sviluppare tecnologie nucleari? Bene, allora il Popolo italiano deve trarre le giuste conseguenze e NON, ripeto NON acquistare energia elettrica prodotta da fonti atomiche. Invece, non solo la compriamo da Francia e Svizzera, che utilizzano centrali"protette" ma la comprimao pure in Slovenia che invece utilizzano centrali figlie dei modelli URSS. E' come se noi fossimo sott'acqua e il tubo dell'ossigeno lo tiene una terza persona.Chi mi garantisce la sicurezza di queste centrali? Se devo utilizzare l'atomo, amico mio, preferisco controllarlo io e no un terzo invitato
Ef

efriel
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Re: E cat

Messaggio da efriel »

Perché Noi, non è che siamo proprio stupidi stupidi
La costruzione delle centrali negli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]


La centrale Enrico Fermi di Trino (VC).
In Italia la produzione di energia elettrica da fonte nucleare risale ai primi anni sessanta; nel 1966 l'Italia figurava come il terzo produttore al mondo dopo Stati Uniti d'America e Inghilterra.
Nonostante le restrizioni dovute sia alle conseguenza della seconda guerra mondiale, che diminuivano le risorse economiche che potevano essere utilizzate per la ricerca, sia agli accordi di pace del 1947, che imponevano all'Italia di non poter disporre di un'industria per l'arricchimento del combustibile, la decisione di costruire la prima centrale elettronucleare venne presa già all'indomani della conferenza "Atomi per la pace" di Ginevra dell'8-20 agosto 1955 e portò l'Italia, nel corso degli anni sessanta, ad avere sul proprio territorio tre impianti di prima generazione basati sulle tre più innovative tecnologie dell'epoca: i reattori di tipo BWR e PWR di origine statunitense e quello di tipo Magnox di origine britannica.
Considerato che le tecnologie disponibili nelle prime fasi dello sfruttamento dell'energia nucleare erano molteplici e che non si conoscevano ancora tutti i vantaggi e le problematiche relativi a ciascuna, l'Italia si dotò di tre centrali di differenti metodiche produttive (anche se tutte di origine anglo-statunitense) che rappresentavano, per ciascuna di esse, dei modelli pressoché prototipali e che dunque servirono anche a Regno Unito e USA per sperimentare all'estero dei reattori capostipite delle rispettive filiere.
La prima centrale elettronucleare italiana venne realizzata a Latina, un impianto con un unico reattore di tipo Magnox da 160 MWe lordi che, una volta ultimato il 12 maggio 1963, ne rappresentava l'esemplare più potente a livello europeo.
Otto mesi più tardi fu approntata quella di Sessa Aurunca, alla quale seguì meno di un anno dopo l'installazione di Trino, che aveva a disposizione un reattore PWR Westinghouse da 270 MWe lordi e che al momento della sua entrata in funzione costituiva la centrale elettronucleare più potente nel mondo.
L'energia prodotta da queste tre centrali era comunque ridotta rispetto al fabbisogno nazionale, a cui contribuivano mediamente per il 3-4%.
Il 1º gennaio 1970 iniziò la costruzione della quarta centrale, quella di Caorso.

frugolik
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Re: E cat

Messaggio da frugolik »

efriel ha scritto:
17/10/2019, 18:22
Perché Noi, non è che siamo proprio stupidi stupidi
La costruzione delle centrali negli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto
Il 1º gennaio 1970 iniziò la costruzione della quarta centrale, quella di Caorso.
👍
...per non scordare che si devono a Fermi i primi studi e a Pontecorvo i progetti più evoluti ( dell’epoca ) che portarono alla realizzazione delle centrali in Canada ed in Europa.
Uno stuolo di ricercatori e tecnici che ci ponevano all’avanguardia mondiale e che finirono dispersi nei laboratori di mezzo mondo.
In sostituzione dell’energia atomica ci restano però sempre i “mulini eolici” che riempiono la Sicilia...e le tasche di noti imprenditori mafiosi.
Poi abbiamo le batterie al litio che si caricano cogli ioni🤪🤪

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lig856
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Re: E cat

Messaggio da lig856 »

Il problema non è tanto la stupidità degli italiani che hanno sempre avuto in campo tecnologico-scientifico un cervello di primordine, quanto la stupidità del genere umano.
Le tue asserzioni dimostrano una completa miopia sul problema delle centrali nucleari e delle relative conseguenze delle radiazioni ionizzanti quali inevitabili sottoprodotti delle stesse.
Basta che tu abbia la pazienza di leggere quanto segue! :lol:
Da cosa dovrebbe dipendere la sicurezza delle centrali?
I rischi connessi al loro funzionamento dipendono ovviamente da vari fattori fra cui: densità demografica, sismicità, efficienza dei sistemi di emergenza, piani di evacuazione, controllo dei sistemi ecc. Potremmo subito fare una facile critica, condivisa peraltro ormai quasi da tutti, che nessuna precauzione è stata mai seriamente presa per ciò che riguarda i suddetti fattori di rischio. Le centrali sorgono e sorgeranno laddove il capitalismo ritiene di ottenere minimi costi di gestione per aumentare il più possibile i preventivati margini di profitto.
La sicurezza è però anche padronanza delle tecnologie.
Basta guardare ai dati per comprendere come la tecnologia nucleare sia una tecnologia assolutamente immatura. Gli impianti devono continuamente essere spenti a causa di guasti continui. Si registrano tempi e tassi di utilizzazione (veramente troppo modesti per megaimpianti di tale fatta) che vanno dal 40 al 60 per cento nel migliore dei casi.
Ma può tale tecnologia maturare a danno e a spese dell'intera specie umana? I tempi di tale maturazione potrebbero essere oltremodo lunghi e nel frattempo aumenterebbero a dismisura le possibilità di gravi incidenti e, dunque, di un inquinamento atmosferico da radiazioni di livello catastrofico.
Un reattore nucleare è costituito da milioni di componenti.
Ciò obbliga ad abbandonare un controllo deterministico sull'impianto. Non è mai possibile conoscere costantemente e in ogni punto lo stato del sistema; allora si ricorre ad un controllo di tipo statistico, fondato sul calcolo delle probabilità. E di più non si può fare.
Può essere ciò ritenuto sufficiente? No, perché non è possibile stabilire e prevedere tutte le eventualità che possono determinare un guasto. Per fare un esempio il famoso Rapporto Rasmussen del 1974 dava l'incidente catastrofico, cioè la fusione del nocciolo, con una probabilità di un evento per ogni miliardo di reattori funzionanti per un anno sulla Terra. Poi il Rapporto Lewis del 1978 spostò questa probabilità in una su 100 mila - l milione di reattori in servizio per lo stesso periodo di un anno. Incidenti gravissimi come quelli di Three Mile Island e Chernobyl erano stimati con probabilità di un evento ogni diecimila reattori in funzione. Con soli 340 impianti oggi in servizio in tutto il mondo, si sono avuti i già citati, gravissimi incidenti. Ciò conferma la scarsissima attendibilità che hanno le stime basate sul mero calcolo delle probabilità. Sono calcoli addomesticati, al servizio di sua maestà il capitale.
Conclusione: "Non si possono e non si devono correre simili rischi, quando sappiamo che la elettricità può essere prodotta in tantissimi modi. Il nucleare è un sistema che mette a repentaglio la vita di interi popoli e, addirittura, la possibilità di sopravvivenza dell'intera specie umana".

Rischi immediati e futuri del nucleare.
Oltre al problema degli incidenti, sempre possibili, ve ne sono alcuni di non minore entità e importanza, legati all'uso e all'esistenza delle centrali nucleari. Vediamone alcuni.
1. Trasporto del combustibile esausto.
Il combustibile nucleare, dopo essere stato utilizzato nel reattore, viene trasportato in un impianto di ritrattamento (situato in genere a centinaia di chilometri di distanza) in cui l'uranio e il plutonio verranno separati dagli altri prodotti residui della fissione. Il trasporto avviene per ferrovia, su autocarri o su navi in recipienti schermati in modo da evitare la fuoriuscita di radiazioni. Questa fase è espostissima all'eventualità di incidenti nonostante le rassicurazioni delle autorità; i rischi sono elevatissimi con conseguenti gravissimi pericoli per la collettività a causa della possibilità di fuoriuscita del cesio radioattivo. E poi fino a che punto i contenitori potrebbero resistere? Perché non si sono mai condotte serie sperimentazioni a riguardo con contenitori carichi e in condizioni di incidente simulato per dare un fondamento alla valutazione dei rischi adesso solo teorica? Semplice! Perché sono sperimentazioni costose che non "restituiscono" utili ma solo oneri economici. Al capitalismo è mai interessata la vita delle popolazioni civili più di quanto non interessi il profitto?
:lol:
2. Controlli di fabbricazione e di funzionamento.
I dati in possesso, riguardanti i controlli qualitativi delle centrali nucleari sono tutt'altro che rassicuranti. Ogniqualvolta viene evidenziato un qualche inghippo, lo si definisce, semplicemente, "disturbo di crescita"; sono invece sintomi di difficoltà di base, strutturali. Lo sfruttamento dell'energia nucleare richiederebbe standard qualitativi in sede di progettazione e di costruzione e, ovviamente, durante il servizio, talmente elevati da risultare da un punto di vista capitalistico, irraggiungibili.
3. Isolamento delle scorie radioattive.
L'eliminazione dei residui letali prodotti nelle centrali nucleari è un problema serissimo che riguarda il presente e il futuro, da quello prossimo a quello più lontano e lontanissimo. I prodotti della fissione come lo stronzio-90 e il cesio-137 vanno isolati per diverse centinaia di anni. Gli attinidi in particolare (come il plutonio-239) , prodotti nei reattori in processi non di fissione, vanno invece isolati per un milione di anni almeno. Come si può avere la certezza che le cosiddette "cripte" di deposito potranno rimanere intatte nel tempo? Il luogo di conservazione deve essere immune da inondazioni, da terremoti e da intromissioni dell'uomo. C'è poi il pericolo che con il passare dei secoli vada perso il ricordo della pericolosità delle zone prescelte. Come sì può ben notare, il capitalismo lascerà una ben pesante eredità alle generazioni future e, soprattutto, alla futura società (quella socialista, per intenderci) che andrà a sostituire quella marcia e putrescente del presente.
4. Smantellamento delle attrezzature.
Le attrezzature nucleari obsolete (reattori e impianti di ritrattamento del combustibile) devono, dopo al massimo 25-30 anni di servizio, essere messe fuori esercizio. Lo smantellamento è un'operazione molto pericolosa a causa della loro contaminazione radioattiva. Chi sarà in grado di assumersi la responsabilità di simile operazione? Chi ne sosterrà gli elevatissimi costi? Questi costi verranno poi compensati nell'economia generale del "ciclo dei combustibili nucleari" (1)?
5. Il problema plutonio.
L'umanità dovrà maneggiare il plutonio praticamente senza limiti di tempo. Questo è il prodotto dei reattori nucleari ed è il combustibile dei reattori veloci autofertilizzanti. Il plutonio-239 fra le sostanze conosciute è una delle più tossiche per l'uomo. Ne bastano 3 mg. depositati nel polmone per uccidere una persona per distruzione radiologica del tessuto adiacente. È almeno 20 mila volte più tossico del cianuro di potassio e 1000 volte più tossico dei potentissimi gas nervini. Una esposizione della popolazione può avvenire in varie fasi del ciclo del combustibile: l'emissione potrebbe verificarsi accidentalmente durante il trasporto oppure negli impianti di ritrattamento. Particolarmente preoccupante è l'attuale sistema di eliminazione di residui contaminati da plutonio che vengono smaltiti nei "cimiteri" dei residui radioattivi commerciali, dove la sepoltura è approssimativa e dove, spesso, non si procede neppure alle adeguate e necessarie registrazioni. Poiché i "cimiteri" commerciali non sono perfettamente isolati, è inevitabile che prima o poi una parte del plutonio che vi è sepolto raggiunga l'ambiente esterno; con le conseguenze facilmente immaginabili.
6. Le temute ed eventuali azioni di violenza nucleare.
È un pericolo legato ad eventuali atti di sabotaggio, a scopo criminale o terroristico. Le ipotesi variano dall'uso di materiali per la costruzione di armi atomiche procurati da furto, al danneggiamento degli impianti in servizio volto a provocare la fuoriuscita di materiale radioattivo. Nell'ambito del capitalismo ove le contraddizioni sono così acute, ove i motivi di contrasto fra gruppi e fazioni si possono manifestare con estrema crudezza e violenza, ove i motivi di disperazione possono sfociare nella manifestazione della follia pura (individuale o di gruppo), tali ipotesi aggiungono altre ragioni di opposizione all'uso del nucleare, sia pure per scopi "civili" e "pacifici" (ammesso per assurdo che il capitalismo possa fregiarsi di tali aggettivi).
L' inquinamento radioattivo
Le autorità insistono nel dire che la radioattività emessa da una centrale nucleare non è che una piccola frazione della radioattività naturale (il cosiddetto "fondo" radioattivo naturale); nasconde abilmente, tutto ciò, gli effettivi pericoli degli effluenti radioattivi poiché non si dice che in una centrale si formano qualcosa come duecento elementi e particelle radioattivi che vengono in parte scaricati all'esterno e che una buona parte non esiste in natura ma viene creata dagli impianti. Non si dice, inoltre, che tutta una serie di radionuclidi (nuclei radioattivi) a vita media e lunga hanno una spiccata tendenza ad entrare nella catena alimentare ed a concentrarsi negli organismi viventi aumentando il loro grado di concentrazione lungo gli anelli della catena.
Uno dei pericoli costanti è appunto quello legato al fatto che i radionuclidi emessi da un impianto nucleare tendono a sommarsi ed a concentrarsi negli organismi viventi.
È da demistificare il concetto di soglia (il concetto di dose massima di radiazioni) sotto la quale non sarebbe possibile il manifestarsi di danni biologici agli individui.
Questo concetto è utilizzato a piene mani dai testi di propaganda delle varie multinazionali del settore senza che abbia alcuna legittimazione scientifica, nessun significato per quanto riguarda la difesa della salute delle popolazioni.
Tale concetto, anzi, è stato modellato con l'intento di incentivare lo sviluppo dell'industria nucleare di tutto il mondo. La sua quantificazione è dipesa e dipenderà nel tempo dagli interessi e dalle necessità di sviluppo del settore.
La scienza delle radiazioni ha da tempo segnato il passo. Ciò ha coinciso (strana coincidenza!) col grande sviluppo degli arsenali nucleari. Anche in campo civile le conoscenze sull'impatto ambientale dell'energia nucleare sono rimaste sostanzialmente ferme. Il calcolo rischi-benefici è stato fatto pesare soltanto sulla colonna dei benefici.
Si possono comunque tenere fermi questi punti:
1. le radiazioni ionizzanti sono dannose e sicuramente cancerogene;
2. esiste un rapporto preciso tra dose assorbita e risposta biologica.
Le conoscenze di cui disponiamo indicano che a qualsiasi dose la radiazione è nociva. L'idea di soglia tenta di conciliare cose contrapposte: gli interessi e le esigenze prioritarie e prevalenti dello stato borghese con quelle, ritenute insignificanti, della salute pubblica.
:evil: :evil: :evil:
Gil
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Re: E cat

Messaggio da lig856 »

:) Mah! Forse ho un po' esagerato...dare tutte le colpe alla borghesia mi sembra forse un po' eccessivo...mi verrebbe voglia di dare la colpa a Enrico Fermi.. ma la bomba atomica e le crentrali nucleari le avrebbe realizzate comunque qualcun altro è che io sono un ....ecologista convinto! :mrgreen:
Come al solito non sono le scoperte scientifiche e tecnilogiche i colpevoli...ma l'uso che i governi ne fanno.
Se fosse per me metterei alla gogna anche la plastica e il petrolio con i suoi derivati ..il motore a scoppio...forse sono nato nell'era sbagliata!. :lol: :lol: :lol:
Gil
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efriel
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Re: E cat

Messaggio da efriel »

"Il problema non è tanto la stupidità degli italiani che hanno sempre avuto in campo tecnologico-scientifico un cervello di primordine, quanto la stupidità del genere umano.
Le tue asserzioni dimostrano una completa miopia sul problema delle centrali nucleari e delle relative conseguenze delle radiazioni ionizzanti quali inevitabili sottoprodotti delle stesse."

NO, non è che hai esagerato, semplicemente, chi non la pensa come te o trae conclusioni diverse dalle tue,...Peste lo colga...:-) ricordo ancora gli insulti che mi scrivevi perchè osavo mettere in dubbio l'efficacia dell'E-cat,dimenticando che, l'accrocchio, avrebbe funzionato a prescindere alla mia opinione e se, non funzionava,non era certo perchè, per me, era un accrocchio :-)
E così la tua posizione sul nucleare,metti in fila tutta una serie di dati che sfociano nel disastro totale senza se e senza ma.
Avevo 10 anni quando lessi un libro di un autore americano, edito nel 1954,intitolato "Siamo destinati all'estinzione" senza punto di domanda,e in questo libro elencava tutti i motivi per cui, secondo i suoi calcoli e le sue deduzioni,noi,come genere umano,ci saremmo estinti prima della fine degli anni'70...
Tu, un po', me lo ricordi.
Ef

frugolik
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Re: E cat

Messaggio da frugolik »

efriel ha scritto:
14/12/2019, 14:08
...Tu, un po', me lo ricordi.
Ef
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lig856
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Re: E cat

Messaggio da lig856 »

L’arte di criticare ... a giochi fatti. :oops: :P
Bravissimi! Mi verrebbe da dire ..”col senno di poi sono piene le fosse”. :lol:
Mi sembra che da parte vostra, nella vicenda, Bob compreso, ci sia una iper-valutazione delle Vs. e delle mie conoscenze con la chiara ed evidente commistione di un larvato senso di rivincita nei miei confronti.
La mia difesa di allora sulla questione non poteva essere basata sulla mia competenza in materia, né tantomeno sulla vostra, quanto sulla disamina di certi eventi che facevano sperare che un simile evento potesse avere successo…e chi non se lo augurava visto che adesso siamo alle prese con i cambiamenti climatici.
Una volta, tanto per fare uno dei tanti esempi di errore di valutazione aprioristici, il capo del dipartimento USA dell’energia aveva dichiarato a Meucci che non avevano bisogno del telefono poiché avevano già il …. Telegrafo!
Solo il galileiano principio (il metodo scientifico) per cui una verità scientifica è tale solo se replicabile poteva porre la parola fine.!
A tal fine ricordo come Il termine, Fusione Fredda, divenne molto popolare nel 1989 a seguito di alcuni esperimenti da parte di Martin Fleischmann e Stanley Pons dell'Università di Salt Lake City, al punto che diversi laboratori ripeterono in seguito gli stessi esperimenti, senza però ottenere reali ed evidenti conferme del fenomeno in termini di riproducibilità.
Ma anche che:
2001-2002: rapporto tecnico ENEA RT2002/41 (Rapporto 41)
Nel 1999 il Premio Nobel Carlo Rubbia, allora presidente dell'ENEA, essendo a conoscenza di una serie di lavori sulla fusione fredda svolti nei precedenti anni presso lo stesso ente ed essendo anche a conoscenza delle varie critiche pervenute dal mondo scientifico che mettono in dubbio la realtà stessa del fenomeno, decise di commissionare una ricerca organica ad un gruppo di ricercatori dell'ENEA di Frascati, fra i quali Emilio Del Giudice, Antonella De Ninno e Antonio Frattolillo.
Per gli autori del rapporto, come di prassi al termine di un'indagine scientifica che ha dato presumibili esiti positivi, risulta evidente l'importanza di una sua rapida pubblicazione attraverso le riviste scientifiche di settore, in modo da permettere ad altri gruppi di ricerca di confutare o confermare i risultati da essi pubblicati. Il rapporto non è stato pubblicato sulle principali riviste di settore, come ad esempio Science. Successivamente il gruppo di Antonella De Ninno ha richiesto un ulteriore finanziamento per portare avanti il lavoro, ma da parte di ENEA non c'è stata risposta; successivamente le dimissioni di Carlo Rubbia dalla presidenza di ENEA hanno messo la parola fine all'iniziativa.

2002: il Technical Report 1862 della Marina USA
Nel febbraio del 2002, un laboratorio della marina degli Stati Uniti pubblicò un lavoro nel quale veniva confermato il fenomeno della fusione fredda come concreto. Si tratta di un rapporto di 132 pagine che cerca di fare il punto sullo stato delle ricerche sulla fusione fredda eseguite dalla U.S. Navy dal 1989 al 2002.
2004: analisi dello US Department of Energy (DoE)
Durante la conferenze internazionale sulla fusione fredda (ICCF-10), tenutasi a Boston nell'Agosto del 2003, alcuni ricercatori presentarono risultati positivi che convinsero alcuni accademici americani a proporre di riesaminare la questione da parte del Department of Energy (DoE).
A questo punto partì un'ampia analisi della letteratura ed un ufficio del DoE (Dipartimento dell'energia degli Stati Uniti), contattò un gruppo di scienziati che operavano nel campo della fusione fredda in modo da poter riesaminare la questione dell'evidenza scientifica delle reazioni nucleari a bassa energia (LENR), ovvero la fusione fredda. Agli scienziati contattati fu chiesto di presentare il materiale che ritenevano più interessante. Sulla base di questo materiale fu redatto un lavoro riassuntivo dal titolo "New Physical Effects in Metal Deuterides". Tutto il materiale così ottenuto venne poi valutato secondo un complesso protocollo di peer review, al termine, sulla base dei 18 commenti realizzati dagli esperti del DoE] è stato redatto il rapporto definitivo.
2008: INFN, annuncio di Celani
In occasione dell'ICCF-14[ Il ricercatore del INFN Francesco Celani comunica di aver ottenuto emissioni anomale di calore da una particolare cella in gas di deuterio con il catodo realizzato per mezzo di un sottile (50 µm) filo di palladio lungo 60 cm, a sua volta ricoperto di un sottile strato (2-5 µm) di nanoparticelle in palladio ed altri elementi.

Molti altri scienziati entrarono in disputa sulla questione, il Fisico giapponese Ahrata , anche l’Università di Stoccolma mandò i suoi scienziati di punta in Italia e condivisero le esperienze del sedicente filososo/pseudoscienziato Andrea Rossi.
Non fui l'unico folle visionario che perorò la causa delle F.F. e che allora trovò nell'E-cat una possibile soluzione a prescindere da ogni considerazione scientifica....se non sbaglio ci furono anche delle interrogazioni parlamentari nel merito.

Ma per voi, rufolilli qualunque, con la vostra scientifica lungimiranza la questione era chiara ed evidente, la F.F. non poteva funzionare.
Chapeau! Non potevo pensare che a Sesonrose e dintorni ci fossero simili menti sopraffine.!
:lol: :lol: :lol:
Ultima modifica di lig856 il 17/12/2019, 11:06, modificato 2 volte in totale.
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