Pagina 1 di 2

Progetto Prometeo

Inviato: 14/01/2017, 20:22
da frugolik
Leggo da WA che così si chiama la nuova iniziativa di Sesonrose.
A quanto pare, per ora, il titolo rappresenta sia il progetto che il contenuto :lol: il cui maggior approfondimento orale consiste in un invito a identificare ricette per la conservazione di prodotti agricoli edibili!
Ne ho parlato con mia moglie che, da buona terrona, si è sperticata nel descrivermi nostalgici ricordi di gioventù quando la parte femminile della famiglia (cioè la quasi totalità) si riuniva nella grande cucina di casa a preparare le conserve!
Le @ che troverete al termine di alcune parole rappresentano le vocali mute ma che accentuano la pronuncia della consonante che le precede, tratte dalla "lingua napoletana" :lol:
Pupaccell@
= Peperoni bassi e chiatti nei tre tipici colori della bandiera di Burkina Faso (per restare ad un paese limitrofo), conservati crudi sotto aceto con aggiunta di spicchietti di aglio!
Mulignan@ = Melanzane tagliate a fette, scottate in acqua e aceto, ben asciugate e conservate sotto olio, con aglio e peperoncino!
Pummarol@ = Passata di pomodoro bollita accuratamente in barattoli di vetro sigillati!
Alic@ = Conserva sotto sale a strati ben disposti, di amiche e parenti (mia nipote) con quel nome! :lol:

Inutile dire che per conservare occorre aver prima prodotto,
e non è certo che nelle "nostre zone" sia possibile disporre della materia prima! :toot

Re: Progetto Prometeo

Inviato: 14/01/2017, 20:42
da Minerva
Premessa la mia totale ignoranza agricola e la mia poca preparazione in campo conserviero pensavo ai legumi che basta seccare: lenticchie, fave, fagioli, ceci .......
Mi sembra che le anche le melanzane affettate possono essere fatte seccare come i funghi.

Re: Progetto Prometeo

Inviato: 14/01/2017, 21:48
da frugolik
Naturalmente i semi da conservare sono quelli da seminare nella successiva stagione agricola!
Nel caso dei tre prodotti citati da Antonia, la tecnica è specifica per ciascuno di loro, ed è disposta a rivelarcela se mai si decidesse di impiantare quelle coltivazioni nelle zone irrigate dai nostri pozzi!

Re: Progetto Prometeo

Inviato: 14/01/2017, 22:13
da efriel
Certo che si 😊. C'è solo un impedimento alle ricette, trattandosi di paese musulmano, l'aceto non è utilizzabile
Ef

Re: Progetto Prometeo

Inviato: 14/01/2017, 22:36
da frugolik
Quello di vino!
Ma quello di mele forse si!
Però non so! :toot

Re: Progetto Prometeo

Inviato: 14/01/2017, 22:50
da tricio
La conservazione delle sementi per l'utilizzo l'anno successivo non è la cosa migliore da fare. Il seme non sarà mai puro, quindi c'è il rischio che la pianta che cresce da questo seme fruttifichi in maniera diversa da come ci si aspetta o che peggio ancora non fruttifichi affatto. Se questo può andare bene negli orti coltivati sulle rive dei laghi, dove una pianta "bastarda" non arreca troppo danno, va un po' meno bene quando la coltivazione è intensiva e ci si aspetta lo sfruttamento massimo dalle risorse.
Lo stesso dicasi per la conservazione degli alimenti.
In casa puoi farti le conserve che vuoi, se ti vanno a male due peperoni sottolio non succede nulla, ma se sbagli la procedura per la conservazione di un'annata intera di prodotti da reddito la cosa cambia. Per un procedimento del genere non credo ci si debba affidare alle "ricette della nonna" che sono valide, si, ma spesso sono inefficaci o lo sono solo in una percentuale non altissima (ricordiamoci anche il dove si produrranno, sicuramente in un ambiente un po' differente dal nostro). I conservanti (acido ascorbico ecc) li hanno "inventati" per conservare e rendere più sicuro sul piano della conservazione il prodotto. Altrimenti sarebbe bastato il trucco della nonna.
Dalla nonna si può prendere in prestito la ricetta, non il metodo di conservazione.

Re: Progetto Prometeo

Inviato: 14/01/2017, 23:20
da frugolik
Concordo con Tricio!
Tuttavia non credo che si sia immaginato di impiantare stabilimenti agricoli di produzioni conserviere per la loro commercializzazione!
Se il progetto prevede di aiutare le popolazioni locali a produrre e conservare ciò che servirà ai loro consumi fino alle successive stagioni, i metodi della nonna, che altro non sono che esperienze agricole di secoli di tradizioni contadine, potrebbero essere soddisfacenti!
I semi di pomodoro, melanzana e peperone che Antonia ha imparato a conservare non hanno problemi di modificazioni genetiche indotte da "piante bastarde" se finalizzati ad un solo raccolto utile per rendere autosufficiente il lavoro di nuclei locali di "nuovi contadini"!
Le relative tecniche di conservazione richiedono solo un minimo di scrupolo!
Piuttosto non sono certo che clima ed humus del terreno siano adatti ad una loro seminazione in loco! :..:

Re: Progetto Prometeo

Inviato: 15/01/2017, 8:20
da tricio
La verdura cresce abbastanza bene anche se il terreno è molto povero. Nel progetto è anche contemplato l'apporto di nutritivi (letame). Al clima siccitoso si ovvia con la pompa e con la vasca che contiene l'acqua.
Lo scrupolo... ecco, quello è un concetto che si dovrebbe riuscire a inculcare in chi lavorerà alla conservazione dei prodotti. Prodotti che venendo da una coltivazione intensiva non andranno solo per l'auto consumo ma dovrebbero essere commercializzati (forse) e comunque conservati. E se ti va a male una partita...
Il problema dei semi:
In casa puoi piantare 100 semi, 70 nascono e 30 no, di questi 70 una ventina te li mangiano i parassiti, una decina non si svilupperanno bene e un'altra decina avranno frutti brutti. Quindi avrai 30 piante buone da cui l'anno dopo riprenderai i semi e più o meno sarà come l'anno precedente, con un'alternanza più o meno marcata di anno in anno. Quindi delle 50 piante messe a dimora che dovrebbero fruttificare solo una percentuale andrà bene. Le piante non utili tolgono spazio e risorse a quelle utili, facendo calare il rapporto produzione superficie.
Si è sempre fatto e funziona. Ma quando da questo sistema passi a un sistema più "industrializzato" questo non è più sostenibile economicamente.
Meglio investire due spicci in sementi certificate che abbiano un'alta germinabilità e una linea genetica il più pura possibile che usare metodi che vanno bene per un orto di casa. Tra l'altro ti levi il problema della conservazione del seme.

Re: Progetto Prometeo

Inviato: 15/01/2017, 10:11
da Minerva
Far crescere piantine di lenticchie mi sembra molto semplice, basta metterle su ovatta ben bagnata. Lo facevo da bimba ma non le ho mai trapiantate :? quindi è solo un'idea. Anche i fagioli mi sembra.

Re: Progetto Prometeo

Inviato: 15/01/2017, 11:05
da tricio
Il problema è quante piantine nascono e di quelle che nascono quante fruttificano.
Faccio un esempio stupido:
Se devi seminare un campo di grano puoi fare due cose: prendere il grano dell'anno precedente e riseminarlo oppure acquistare semi di quella varietà prodotto dall'incrocio di due piante coltivate in purezza. Questo incrocio avrà le caratteristiche migliori che cerchi e sarà esente da spezzoni di DNA di altre varietà e una germinabilità del 98%. Il grano che prendi dell'anno prima avrà una germinabilità del 70% (circa).
Va da se che io ho bisogno che nascano e fruttifichino la maggior quantità possibile di piante. Se mi germina e cresce solo il 70% del grano il restante 30% sarà mancato raccolto.

Se io coltivo grano A e tu, anche a molti km di distanza, coltivi grano B, molto probabilmente l'impollinazione del tuo grano B (anche se il grano è auto impollinante), andrà a contaminare qualche spiga della coltivazione A. Basta qualche spiga ibrida usata come seme per l'anno dopo a mandarti in vacca buona parte del raccolto. Può anche succedere che l'ibrido tra A e B sia migliore, magari con una spiga più bassa, o più resistente alla siccità e con chicchi più grossi, ma potrebbe essere un gene recessivo e alla seconda generazione scomparire e non viene fissato nel DNA. E ti troveresti ad avere una piantagione che non fruttifica.
Questo in poche parole, poi c'è tutto lo studio genetico partendo da Mendel ( e li la faccenda si complica)

Reminiscenze storiche di quando con mio padre si andava da Crovetto a Bogliasco per incrociare le orchidee paphiopedilum. (tanti anni fa)