UNA VITA

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frugolik
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Re: UNA VITA

Messaggio da frugolik » 10/09/2019, 23:15

Sabato 5 Ottobre 1957 era un giorno ordinario di scuola, e come tutte le mattine, passai dall’edicola vicina al liceo per comprare il Corsera.
Il professore di lettere, Faccioli, pretendeva che leggessimo gli articoli degli editorialisti dell’epoca...gente come Montanelli, Barzini, Buzzati, Vergani, Mosca...e provassimo a proporre, nei nostri temi in classe, componimenti che li emulassero.
Ma la fantascienza prevaricò gli intenti culturali della letteratura classica...L’UOMO AVEVA LANCIATO IN ORBITA INTORNO ALLA TERRA, il primo satellite artificiale.
Era accaduto il giorno prima in Russia, ed il quotidiano riempiva della notizia la prima pagina.
Una sfera di metallo del diametro di poco più di mezzo metro, dotata di antenne che trasmettevano un incomprensibile “bip bip” sulla frequenza di 20000 Mhz ( circa ) che tutto il mondo poteva ascoltare e che qualche giorno dopo percepimmo anche noi studenti col baracchino di un professore dell’Istituto, di non ricordo quale materia.
All’epoca, l’editore pubblicava una versione pomeridiana del quotidiano, “Il Corriere d’Informazione” più ricco di illustrazioni fotografiche ( in bianco e nero ) che dava spazio ai commenti giornalistici sui fatti salienti del CdS mattutino.
Fu lì che potemmo vedere in dettaglio l’immagine dello Sputnik, che oggi i miei nipoti potrebbero scambiare per un piccolo drone giocattolo con scarse funzioni di controllo, ma che allora ci apparve come la miniatura dell’astronave che Orson Welles aveva millantato alcuni lustri prima, che avesse sbarcato i primi marziani invasori della Terra.
Non si era ancora spenta l’eco emozionante di quell’evento, che un mesetto dopo i Russi di ripeterono, lanciando in orbita un “ordigno” assai più grande ( poco più del doppio ) con all’interno una povera cagnetta “cavia”...Laika... che ci lasciò le penne abbrustolendo in un rientro fuori controllo!
L’era spaziale era cominciata col sacrificio di un “essere inferiore”😡

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Re: UNA VITA

Messaggio da frugolik » 11/09/2019, 14:30

Quando nacque mia sorella Ivana, nella primavera del ‘46, papà lavorava 18 ore al giorno per ricostruire per sé e per la famiglia, un prospettiva di vita sottrattagli dai dieci anni spesi per il servizio militare prima ed in guerra poi.
Mamma era sola ad affrontare il delicato periodo del primo svezzamento, ed io, meno di tre anni, per quanto virtuoso e disponibile😂 rappresentavo più un peso, per accudirmi, che un aiuto nell’ascoltare i vagiti della piccina.
Cosí fui ospite, per alcuni mesi, di zia Lina, a Casalpusterlengo, in quella marca lodigiana che pare avesse dato origine alla casata dei Frontes, nobili iberici ( chi non lo era nella Spagna del ‘600 ) trasferitisi al seguito dei governatori spagnoli che riempirono le marche lombarde di loro vassalli e valvassori.
Avevo un cuginetto della mia stessa età...questione di giorni...ed omonimo per rispetto alla tradizione che voleva i primigeniti della famiglia prendere il nome del nonno.
Per distinguerci, nel rimbrottarci per le piccole malefatte, fummo chiamati Bibí e Bibò ( io ) in onore dei due personaggi del Corriere dei Piccoli ideati a fine ottocento da un fumettista tedesco/americano, tal Dirks.
Come si potrà immaginare, di quel lontano periodo della mia vita da poco cosciente, non ho ricordi chiari e temporalmente inquadrati con gli altri delle mie prime esperienze esistenziali.
Mi resta tuttavia un insieme di sensazioni emotive, che coinvolgono tutti i sensi percettivi, che me lo fanno rappresentare come in un racconto di Twain o di Dickens.
C’era un fiume, sullo sfondo delle nostre giornate, grande come il Mississippi, sull’arenile di una cui ansa prendevamo il sole nelle giornate sì!
Era, come è facile intuire, il Lambro, che pochi chilometri dopo affluisce nel Po.
Bibì e Bibò non avevano ancora letto le avventure di Huckleberry Finn, ma lo scorrere lento di quel fiume verso l’ignoto, ispiró probabilmente gran parte del loro desiderio di conoscere il mondo che successivamente tentarono di appagare.
Lo sciacquio delle “care fresche dolci acque” petrarchesche culla ancora il mio sonno delle rimembranze.
Il ritorno a sera verso casa, era immerso nel profumo delle siepi di gelsomini e di campanule bianche.
La luce di un rosso via via più intenso, allungava le nostre ombre quasi ad indicarci la strada.
Non correte!...gridava zia Lina un secondo prima che uno dei due inciampasse sul sentiero sterrato e si sbucciasse per l’ennesima volta un ginocchio!🤗

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Re: UNA VITA

Messaggio da frugolik » 21/09/2019, 17:17

A Natale del ‘76 regalai ai miei figli maschi, di 6 e 7 anni, il Cubo di Rubik...
Dopo qualche giorno, il più piccolo dei due mi si presentò con questa osservazione:
- Papà...ho notato che i cubetti di ogni spigolo sono tre...di ogni faccia sono nove...di tutto il cubo sono ventisette...mi sembra che sia facile calcolare il loro numero moltiplicandoli fra di loro...
Non mi stupisco al ricordo del fatto che mio nipotino abbia acquisito le stesse doti logiche!
Gli stimoli, a volte casuali, a volte meno, dell’ambiente sviluppano impensabili potenzialità dell’intelletto infantile!🤗

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Re: UNA VITA

Messaggio da frugolik » 28/09/2019, 19:18

Quando frequentavo la scuola superiore, la politica, intesa come governo della cosa pubblica, non appassionava in modo particolare la dialettica popolare.
Un’unica eterna “maggioranza costituzionale”, con perno sulla DC, accondiscendeva la libera iniziativa imprenditoriale, limitando le regole ( per incompetenza non dissimile da quella della politica contemporanea ) e consentendo tutto il consentibile...ed oltre!
In un mondo in cui la competizione era limitata dalle tantissime cose da fare dopo la crisi del ‘29 e la ricostruzione postbellica, il pensiero del popolo era più attratto dalla polemica ideologica.
Pro NATO o Patto di Varsavia, acchiappava di più l’emotività esistenziale delle masse.
I fatti significativi di quella polemica erano la belligeranza USA su tutti gli scacchieri mondiali, da una parte, e l’intransigenza ideologica degli “invasori” dell’Ungheria dall’altra!
Le masse studentesche riempivano le piazze...e svuotavano le aule delle lezioni di greco😂...al grido di “libertà e democrazia”...
quelle operaie le affollavano al grido di “democrazia del popolo”.
Il sistema impediva ai secondi di prevalere nell’indirizzare le scelte della nazione.🤓

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Re: UNA VITA

Messaggio da frugolik » 06/10/2019, 9:58

Entrai nella sua stanza una tarda sera dei primi di novembre..
- Come stai ingegnere?
- Sto male, Griso...
Anche in punto di morte non rinunciava a citare con umorismo la sua cultura!😢

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Re: UNA VITA

Messaggio da frugolik » 12/10/2019, 19:34

Ad una rimpatriata a Phoenix, nell’estate del ‘99, con tutto il corteo di parentame, Roberto non seppe rinunciare.
Né risultò molto deluso, soprattutto per non aver ritrovato nessuno degli amici di una lontana gioventù.
La sede dell’IBM era invece sempre lì, e varcarne i cancelli per una visita guidata emozionò sia lui che me, che quei sistemi mainframe avevamo utilizzato prima di rinnegarli.
Non ricordo la data precisa, che potrei recuperare dai miei diari ma non credo sia interessante.
Di certo eravamo prossimi al mio compleanno che festeggiamo giorni dopo a Las Vegas bruciando qualche risparmio alle slow machines.
Pieno Luglio quindi...il mese più caldo per quel territorio in area semidesertica...che in quei giorni mise a dura prova la nostra resistenza fisica.
In genere l’umidità relativa è molto bassa per tutto l’anno...anche inferiore al 20%.
Ma in pieno estate si scatenano spesso movimenti ciclonici che la portano a superare il 50%...e fu il nostro caso.
Ricordo di aver letto all’esterno di una farmacia dotata di rilevatore,
46º e 57%.
Avete presente la sauna?

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Re: UNA VITA

Messaggio da frugolik » 16/10/2019, 15:43

Del primo anno scolastico, ‘49/‘50, non ho ricordi che molto vaghi...chissà perché, quando dei due o tre precedenti rievoco spesso immagini notevolmente definite.
La mia prima maestra fu Suor Annabella ( ma potrei essere anche qui impreciso ) e del lato emotivo di quei nove mesi, ricordo solo la fotografia ( che conservo tuttora ) fatta ai rappresentanti delle varie classi che meglio si distinguevano per profitto...il volto di Diego Arbizzani, mio compagno di banco, che a 5 anni era il più giovane scolaro dell’istituto, e...basta!
Qualcosa del periodo mi resta impresso, ma con scarsa attinenza alla scuola.
Veniva a prendermi, al termine delle lezioni, per riaccompagnarti a casa, una giovane donna...Santina...che aiutava mamma nelle faccende domestiche.
Lei l’ho in mente come se fosse adesso!
Un giorno di Marzo che “scendeva argentina” la classica “pioggerellina”...ma no sui “tegola vecchi dell’orto”, ma sull’asfalto da poco rifatto della Via Gulli, che ancora caldo esalava il suo caratteristico odore...io correvo trascinato per una mano da lei, che sosteneva con l’altra un enorme ombrello nero.
Io non ne avrei avuto bisogno, protetto com’ero da una mantellina di gomma gialla ( la plastica non era ancor in uso ) e da stivaletti “Pirelli” di uguale colore.
Ma la cosa emotivamente rilevante che attualizza il mio ricordo, è lo sconvolgimento gastroenterico di cui ero improvvisamente affetto, che fece colare “senza protezione” ció che non avrebbe dovuto, dall’apertura dei pantaloncini alle gambe nude...fino all’interno delle calzature descritte.
E il profumo si confondeva con quello del manto stradale!☹️

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Re: UNA VITA

Messaggio da frugolik » 26/10/2019, 15:34

Conobbi Miller, in senso artistico letterario, nell’autunno/inverno del ‘67, quando un amico comunista “vero”, pronto ad impegnarsi attivamente nell’imminente “rivoluzione culturale” del ‘68, e successivi accadimenti sociali a tutti noti, mi trascinò al Teatro Verdi di Pordenone per l’ennesima riproposizione di “Uno sguardo dal ponte” portato in palcoscenico da Raf Vallone.
Prima di allora avevo avuto solo vaghe notizie “gossipare” del suo quinquennale matrimonio con Marilyn Monroe e del loro divorzio propiziato dall’interessamento per la diva del clan Kennedy.
La sua fama trasse in gran parte da lì, ed egli seppe sfruttarla nei lunghi anni che lo separarono dall’abbandono di una vita non del tutto virtuosa...dimentica perfino di un figlio nato down e disconosciuto.

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Re: UNA VITA

Messaggio da frugolik » 27/10/2019, 16:58

Quel giovedì 19 luglio 1973 festeggiammo, parenti ed amici, i miei primi trent’anni, nella residenza di San Siro di zio Roberto, che si prestava ad accogliere i numerosi convenuti.
A tarda sera, papà, zio ed io, ci ritirammo con una scusa “professionale” in un salotto di casa per gustare un suo whisky torbato, invecchiato piú o meno quanto me, che il padrone di casa non intendeva mettere a disposizione dei tanti che non avrebbero saputo apprezzarlo.
Ricordo che si iniziò a parlare della situazione del Paese, governato da un centrosinistra che stentava ad adottare politiche consapevoli delle leggi rigide dell’economia, e proteso ad aprire la “borsa” a favore di un assistenzialismo di Stato che sfociò nel disordine economico degli anni successivi.
E ciò, nonostante alcuni ministeri economici fossero retti da La Malfa e Colombo.
Ministro della programmazione economica era quell’Antonio Giolitti, nipote dello statista regio Giovanni, piú umanista che economìsta, impegnato meno nella pianificazione di una prospettiva economica per il paese, che per rintuzzare gli attacchi delle correnti socialiste fra le quali andava emergendo Craxi.
Non mi sovviene dei dettagli che caratterizzarono quel dialogo fino a tarda notte, ma ne ricordo le conclusioni cui arrivammo sintetizzabili così....
“La democrazia rappresentativa, in un paese diviso fra tante culture e subculture, nel quale la gran parte dei cittadini è inconsapevole dei principi di convivenza che pochi hanno fissato in una Costituzione e nelle leggi codificate, mostra tutti i suoi limiti.
La rappresentanza è determinata da fideismi nella demagogia dei politici, e la sintesi diviene sempre più lontana dalle spesso inconsce aspettative del popolo.
Il suffragio universale avrá senso solo il giorno in cui, come formiche, avremo compreso la necessità di uniformarci all’etica di specie che la cultura avrá provveduto a codificare.
Ci sarà mai quel giorno?🤔

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Re: UNA VITA

Messaggio da frugolik » 07/11/2019, 13:19

Una sera d’autunno del ‘94...Berlusconi stava promuovendo la sua “discesa” in politica che non lascia dubbi sull’anno di riferimento del mio ricordo...zio Roberto, Ermanno Olmi, Flaminio Piccoli ed io, eravamo riuniti nella baita di Gallio allestita per l’imminente stagione sciistica, per “ciacolare” di un piano di rilancio turistico dell’altopiano dei sette comuni, al quale erano sensibili tre quarti degli intervenuti ( io solo per simpatia parentale ).
Tralascio i dettagli di un incontro dai risultati trascurabili, per soffermarmi sul seguito di una lunghissima conversazione, ispirata da Olmi con alcune considerazioni umanistiche sulla vita, ed alla quale Piccoli diede l’apporto della sua sensibilitá sociopolitica cattolica, e Bob del suo razionalismo pragmatico condito da una vita di approfondimenti culturali sulle discipline scientifiche coinvolgenti antropologia, sociologia e neuroscienze nell’ambito della fisica generale dell’universo.
Il filo conduttore del ragionamento di zio, mi rimase impresso nella mente, e tuttora vi resta, condizionando in seguito le mie valutazioni sui meccanismi della convivenza umana e della sua gestione.
“Dal momento in cui il motore primo di ciò che chiamiamo ‘universo’, mise in atto il progetto consapevole, ( Olmi, Piccoli ) o del tutto casuale (Bob) da cui origina la realtà percepita, la relativa evoluzione si è basata su un principio fondamentale...l’energia assume forme sempre più complesse che si alimentano di quelle precedenti e se le contendono in modo cannibalesco.
La selezione naturale privilegia le forme ambientalmente più adatte.
Cosa le renda tali è argomento che si presta a riflessioni teleologiche ed epistemologiche.
La gravità aggrega ammassi di energia/materia fino a limiti di massa che implodono in buchi neri o esplodono da supernove disseminando nello spazio elementi complessi che si aggregano in base ad altre forze naturali ( prevalente l’elettromagnetismo ) creando nuova complessità...fino alla vita.
E la vita, con la sua eccezionale mobilità, esaspera ulteriormente il metabolismo esistenziale basato sulla predazione di energia in perenne competizione fra le sue varie forme.
L’umanità non è che la più recente tappa di questo processo.
La cultura della Specie emersa dalla natura elettromagnetica dell’intelligenza, ma come ogni emergenza dotata di qualità sopravvenienti, tenta di conciliare l’appartenenza ad un processo evolutivo che soggiace a rigide leggi fisiche, con una visione ‘umanistica’ dell’evoluzione stessa i cui connotati non è stata ancora in grado di stabilire in modo condiviso.
Essendo la cultura dipendente da un’emergenza non connessa con le leggi naturali dell’evoluzione, non è chiaro se potrà raggiungere un assetto stabile di metabolizzazione nelle coscienze individuali, e se si in quali tempi.
Certamente, allo stato attuale, il grande problema della convivenza umana, e del governo dell’esistenza di fronte alle sfide dell’ambiente, soffre del dualismo
- progetto evolutivo vagamente definito in modo casuale, es. consumismo...
- sopravvivenza compatibile con l’aggressività dell’ambiente...e con la sua salvaguardia...” 🤔
Mille riflessioni sull’incongruenza della politica nella gestione di tale dualismo restano all’ordine del giorno nel dibattito culturale.

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