Una brutta esperienza

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tricio
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Re: Una brutta esperienza

Messaggio da tricio » 06/09/2019, 17:14

5/7/19 Giorno 6

Il villaggio è un agglomerato di cortili che danno sulla strada statale, ogni cortile è di una famiglia, le famiglie possono essere diverse ma più o meno imparentate tra loro. Come da abitudine secolare gli uomini rimangono al villaggio mentre le donne si spostano in altri villaggi per evitare troppi incroci tra consanguinei. Bancoumana è il villaggio dei Camara (si legge Camarà), quindi Camara è il fabbro e il gommista, il farmacista e l'elettricista. I nomi propri non sono tantissimi e si rifanno spesso alla tradizione musulmana, la fantasia non è il loro forte e i nomi simili o uguali sono comunissimi. Quasi tutti hanno un soprannome che li identifica. Quindi Bourema Camara diventa Bourema Camara dit Issa. C'è magari anche un Issa Camara dit Bourema...

Solita sveglia, solita notte di inferno, una trentina di gradi appena mitigati dalla pioggia della sera. Umidità che si taglia col coltello. Tir che passano sulla statale. Una slot machine che per tutta la sera è andata avanti con la sua musichetta orrenda aspettando qualche disperato in cerca di fortuna, il raglio dell'asino, il belato delle capre, il gallo con orologio africano. Sono abbastanza sconvolto, Vinny di più. Caffè, solito ritrovo al chioschetto e via che si va. Stamattina anche Maurizio può finalmente lavorare. Passiamo a prendere i pannelli di ferro e a ritirare il supporto. Una saldatura approssimativa e la modifica salta. Vanno al risparmio su tutto, anche sugli elettrodi e sulle saldature... Riportiamo il pezzo a far saldare e in meno di un'ora siamo a posto.
La strada per il campo è buona, non è venuta poi tanta acqua ma ovviamente di far arrivare i serbatoi non se ne parla. Io comincio a mettere le derivazioni dei serbatoi, mi serve il trapano per fare dei fori. Maurizio ne ha portato uno a batteria che si è scordato di caricare. Quattro fori lui e un paio io e il trapano è scarico. Ok, cambio programma, preparo il gruppo valvole dei serbatoi con relativo bypass e monto tutto. I raccordi non vanno tanto bene, alcuni entrano larghi nel tubo e altri non entrano per nulla. Anche qui mi servirebbe il trapano per fresarli un po'. Le pompe dovrebbero arrivare oggi, domani i serbatoi. Sono sempre fiducioso. Vinny sta tutta la mattina all'ombra, lo vedo stanco, forse anche lui ha qualche problema nel dormire. Strano, per uno che dorme dappertutto...
Bourema non si è ancora visto, non avevo dubbi in proposito e di tout le monde che doveva esserci al campo non si vede nessuno a parte i soliti tre o quattro miscredenti. Chiedo a Shiaka. Eh! Ma oggi è venerdì, giorno di preghiera, son tutti a pregare. Già... evidentemente se ne sono accorti solo stamattina sfogliando il calendario, ieri mica lo sapevano. Abbozzo, non posso fare altro e vado avanti. All'ora di pranzo torniamo verso Bancoumana e incrociamo Bourema per strada. Sto tizio comincia a venirmi a noia, sembra quasi che lo faccia apposta a non esserci. Gli do appuntamento per la sera, mi serve del materiale e devo preparargli la lista. Oppure, gli chiedo, se gentilmente può passare nel pomeriggio che devo fargli vedere delle cose.
É inutile scrivere che lo vedrò solo la sera...
Al pomeriggio si va avanti un po'. Io continuo a montare tubi e Maurizio a collegare cavi elettrici, Vinny sta un po' meglio ma oggi è rimasto al villaggio. Altra doccia col secchio e chiediamo se è possibile lavarci qualcosa, la biancheria sporca ha raggiunto un volume ragguardevole. Certo, come no... Mi dai 500 CFA per il sapone? Per cena cosa volete? Va bene del cous cous? Si? Sono 4000 CFA.
Era pure buono e abbondante, ci avessero messo qualcosa in più che la sola zuppa di cipolla sarebbe stato meglio. Anche Maurizio pare comunque apprezzarlo.
L'aria è bollente, oggi ha fatto caldo con punte di 42 gradi e un alto tasso di umidità. C'è sempre qualcosa che non mi torna (e di cui è meglio che non scriva nulla). Con questo umore andiamo a dormire.

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Re: Una brutta esperienza

Messaggio da tricio » 10/09/2019, 10:32

6/7/19 Giorno 7

Bancoumana è un villaggio, quasi una cittadina, di 12 mila persone. A circa 3 km dal fiume Niger si dipana sulla strada statale che porta verso il confine con il Senegal. É divisa in quartieri, ha due moschee imponenti e un mercato, la farmacia, ed è abbastanza moderna. Sulla strada statale negozi e negozietti, officine, gommisti, rivenditori di qualsiasi cosa (meno quello che ti serve) vendono il loro prodotti. Le case sono di mattoni di cemento con tetto in lamiera, l'elettricità è data da una centrale elettrica a pannelli fotovoltaici e un generatore a gasolio che assicurano il servizio alla mattina dalle 7 alle 13 e il pomeriggio dalla 17 alle 22, con qualche ora aggiuntiva se in tv danno le partite di calcio dove gioca la nazionale.
Il tasso disoccupazione è alto ma non altissimo, i ragazzi comunque hanno difficoltà a entrare nel mondo del lavoro, anche se con le nuove tecnologie qualcuno sta emergendo. Solo che il loro target di riferimento sono proprio quei giovani che non hanno soldi da spendere.

La sera prima ho discusso con Antonella per vedere se è il caso di pagare qualcosa a questi ragazzi, per invogliarli ad andare a scavare queste tracce. Mi è stata negata questa possibilità adducendo scuse che non mi vergogno a considerare ridicole.
Alla mattina mi sveglio di umore peggiore del solito, la stanchezza comincia ad accumularsi, la vedo più buia del solito. Percorro la strada verso il campo notando che la strada è sempre nelle stesse condizioni. Mi viene detto che oggi arriveranno a portare i serbatoi. I ragazzi stanno lavorando, oggi saranno una trentina a scavare, evidentemente la mia incazzatura della sera prima è servita a qualcosa. Non so se essere felice per questo passo avanti o incazzarmi perché potevano venire già due giorni fa. A metà mattina il primo serbatoio arriva, spiego come lo voglio posizionato e con la gru lo innalzano. Fa la sua porca figura anche se è un po' storto, oggi arriveranno con il secondo. Al pomeriggio vado al campo da solo, Maurizio aspetta del materiale ed è fermo, inutile che si faccia un viaggio per nulla (tra l'altro lo vedo un po' stanco), Vincenzo è andato in capitale per sviluppare un altro progetto. Arriva il secondo serbatoio, li faccio mettere a posto e i ragazzi, con una tecnica che mi fa inorridire, cementano i plinti. Torno al villaggio con un umore leggermente migliore ma con un inizio di raffreddore che non fa presagire nulla di buono.
Stasera ci puoi fare pollo alla griglia? Certo! Fanne due che uno in tre è poco! Va bene, ma ci vogliono 4000 CFA per pollo. Esticazzi! Peggio che in Italia.
Pollo grigliato e passato in salsa, ottimo. Vincenzo non arriva e ce lo mangiamo io e Maurizio. Anche perchè mancava qualche pezzo...
Vinny arriva a mezzanotte con il materiale per Maurizio e per me. Non sto per nulla bene.

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Re: Una brutta esperienza

Messaggio da tricio » 15/10/2019, 18:41

Lo so, sono stato un po' assente. Tra qualche lavoro qui e li, legna da recuperare, un trailer per cavalli da aggiustare, altri progetti grafici a cui dedicarsi e un po' di scazzo (la carogna è quasi scesa dalla spalla) non ce l'ho fatta prima.
Riprendo adesso, sperando che i ricordi non mi tradiscano troppo dato che la memoria dei dettagli potrebbe fare cilecca. Comunque:
7/7/19 Giorno 8 Domenica
Ieri sera stavo male, mentre le ragazze del cortile, tutte agghindate per la festa (si vede che la Saturday night ferver ha colpito con una trentina di anni di ritardo anche Bancoumana) con il loro chiacchiericcio e con i loro corpi statuari andavano alla festa (che festa non lo so) io cercavo di dormire, cosa resa impossibile da quel pirla del vicino di casa (un figlio del capofamiglia), che ha deciso che doveva vedere una tribuna elettorale in bambara con la tv in cortile a un volume talmente alto che risvegliava i Tellem sepolti nella falesia di Bandiagara, a circa 800 km da li. Notte infernale popolata di incubi e colpi di tosse, naso chiuso e un maledetto singhiozzo, Alle 5 sveglia. Lo straccio con cui lavano la latrina era messo meglio di me. A fatica salgo sul carretto e sempre con estrema fatica arrivo al campo. Ovviamente qualcuno si è scordato di mettere sotto carica il trapano, gli impianti dei pannelli non sono ancora finiti e quindi non si può sfruttare neppure quelli per una ricarica. I serbatoi sono l'unica cosa apprezzabile e si stagliano nella luce del mattino. Sono arrivati gli altri 600 metri di tubo e gli scavi sono a buon punto. Pure oggi sono in tanti a scavare. Comincio a far srotolare le matasse, cercando di ottimizzare gli scarti ed evitare troppe aggiunte ma ho dei seri problemi di salute. Cerco di stare più che posso all'ombra e muovermi il mano possibile. Tra un rantolo e un lamento salgo sui serbatoi utilizzando la scaletta di ferro per collegare i serbatoi alla linea di scarico. Un lavoraccio, reso ancora più ostico dai raccordi che non vogliono saperne di collaborare. Alla fine qualcosa riesco a fare. Il problema è che mi mancano le forze per qualsiasi cosa e il solo camminare da un capo all'altro del campo mi debilita. Mangiamo al campo, faccio ancora qualcosa mentre Maurizio finisce gli impianti, spieghiamo a Bourema che bisogna assolutamente isolare le centraline e metterle al riparo dalla pioggia e scappiamo di corsa giusto in tempo, prima che un forte acquazzone allaghi la zona. Ci riporta al villaggio Kanoute, con l'autista che guida a folle velocità per i 12 km di strada. La pista è invisibile sotto un palmo d'acqua, le buche non si vedono e parecchie volte l'autista e Kanoute sono dovuti scendere per saggiare il terreno e cercare di non finire in un fosso. Alla fine ci supera anche quel carretto con il bue incrociato quasi un'ora prima. Sto sempre peggio, sudo nell'auto con aria condizionata a palla, di aprire i finestrini non se ne parla, ci allagheremmo all'istante. Arrivo al villaggio veramente provato. Farsi la doccia oggi sarà un dramma, quel venticello fresco che si è alzato dopo la pioggia...
Fortunatamente qualcuno ha pensato a noi, l'acqua è bella calda e fa quasi piacere. Stasera carne e patate. Sono sconvolto, Vinny e Maurizio non riescono a collegarsi alla rete dati quindi faccio un hot spot con il mio smartphone. Dovrei metterlo sotto carica ma siamo arrivati tardi e la corrente oggi manca prima dato che i pannelli della centrale non hanno caricato abbastanza e manca il gasolio.
Pazienza tenterò di dormire. Domani mattina alle 10 arrivano le pompe, sicuro come l'oro dice Kanoute...

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Re: Una brutta esperienza

Messaggio da tricio » 16/10/2019, 17:27

8/7/19 Lunedì, ultimo giorno.

É dal 2004 che giro per l'Africa, quella nera, non quella tutta luci e lustrini dei grandi resort con dipendenti da sorrisi a volte fasulli e gentilezza forzata. Non ho mai disdegnato qualche vacanza in questi ambienti ma, semmai, ne ho approfittato per fare dei raffronti con la vita reale delle persone. Ho cercato sempre di immergermi nelle culture, tanto diverse dalla mia da sembrare, sovente, assurde. Alcune cose non le comprendo ancora adesso, ciò non toglie che ho sempre considerato miei pari le persone incrociate lungo questo cammino. Il fatto che in Africa ci siano fannulloni, ladri, profittatori, persone bugiarde non toglie nulla al fatto che per me sono uguali alle persone fannullone, ladre, profittatrici bugiarde che esistono in ogni angolo di mondo. Per me uguali sono. Quindi se devo mandarti a quel paese lo faccio, che tu sia il mio vicino di casa o il referente di un'associazione in Mali. Non c'è nessuna differenza.

Stanotte è stato un inferno, ieri sera per calmare un po' i dolori che avevo nelle ossa ho preso un Oki, e sono riuscito ad addormentarmi nonostante il naso chiuso, il raffreddore il singhiozzo e la tosse.
Alle 3 comincio ad avere freddo, un freddo che mi fa tremare, metto i pantaloni lunghi, le calze e un maglione. Non basta. Ho ancora i brividi, tremo come una foglia, aggiungo gli asciugamani a mo' di coperta, non basta ancora, metto pure quel pezzo di stoffa usato come copricapo dai tuareg, la tagelmust che ho comprato dieci anni fa.
Rattrappito a bozzolo nel letto cerco di tenermi caldo. La pelle è secca, asciutta, tirata. So che ho la febbre alta. Se non passa devo trovare qualcosa da calarmi per abbassarla. Mi spiace svegliare Vinny e Maurizio, cerco di resistere.
Dopo quella che presumo essere un'oretta il peggio sembra essere passato. Comincio a sudare copiosamente tanto che inzuppo tutto di sudore che, raffreddandosi, mi crea uno stato di disagio fisico peggiore del tremore.
Cerco il telefono per far luce ma è completamente scarico. L'hot spot ha continuato a lavorare consumando tutta l'energia residua.
Non so dove sono, che ore sono, ho sete, devo bere, a tentoni cerco l'acqua che dovrebbe essere da queste parti, colpisco una sedia con un ginocchio svegliando Maurizio che mi urla qualcosa che non riesco a capire.
Trovo alla fine l'acqua e bevo grossi sorsi. Bere mi fa sudare ancora di più ma non posso farci nulla. Provo a dormire e quando riesco a prendere sonno è quasi l'ora di svegliarsi. Forse in tutta la notte ho dormito 3 ore scarse. Sono veramente provato.
Stamattina dovrebbero arrivare le pompe, appuntamento alle dieci al campo con Kanoute. Alle 9 partiamo io e Maurizio, Vinny preferisce stare al villaggio.
Mi porto dietro il caricabatterie per caricare il cellulare con i pannelli solari, che danno un bel 220 volt in alternata e n migliaio di watt.
Nel mentre che aspettiamo le pompe preparo il materiale. Se tutto va bene riusciamo a montarne due. Alle 4 del pomeriggio dovremmo essere a Bamako. Io ho un appuntamento, Vinny non so che deve fare ma anche lui ha espresso la stessa volontà e poi vogliamo lavarci bene, rilassarci un po', mangiare qualcosa prima di essere alle 23 in aeroporto.
Al campo sono di nuovo in 4 a scavare, evidentemente quelli che sono venuti il sabato e la domenica sono persone che durante la settimana fanno altro. Questo non mi piace per nulla.
Incontriamo il professor Camara e c'è anche Bourema, che vuole vedere come di monta una pompa. Ormai sono le dieci, quello che potevo fare l'ho fatto, il trapano è sempre scarico quindi sono fermo. Ci intratteniamo con Bourema, a cui spieghiamo i problemi da rivolvere, cosa deve ancora fare e con il professore.
Sto malissimo, se ne accorgerebbe chiunque, sembra però che il prof non prenda in considerazione questa cosa.
Alle 11 le pompe non ci sono ancora, chiedo al prof di chiamare Kanoute per sapere e mi dice che è a Bancoumana, mezzora e arriva. Cristo! Siamo in ritardo ma una la monto.
Dopo 45 minuti chiedo di nuovo: É per la statale, arriva. Quindi o è tornato indietro o prima non era al villaggio.
Alle 12:30 stessa scena: dov'è Kanoute? Arriva, ha appena passato il bivio per venire qui.
Fantastico! Ci vuole ancora mezz'ora come minimo.
Inizio a incazzarmi.
Due rapidi calcoli e capisco che è inutile stare ancora a perdere tempo, dico al prof che voglio andarmene, che sto malissimo e non mi piace essere preso per il culo, che lo sapevano già che le pompe non sarebbero arrivate alle 10 e che non c'è più tempo.
Secondo loro noi dovremmo almeno montarne una. Gli spiego che abbiamo da fare, lui fai conti del tempo, dice che ce la facciamo. Si certo, come no?
Abbiamo da fare, è impossibile. Alzo la voce, comincio a radunare i ferri e dico a Maurizio di fare altrettanto. Mi chiede almeno di aspettare che arrivino per vedere se c'è tutto. Acconsento di malavoglia, non fosse per altro perchè sono curioso anche io di vedere le pompe.
Alle 13:30, con 3 ore e mezza di ritardo arriva Kanoute con un pick up con il bancale delle pompe sommerso da sacchi di riso, carbone, sale e altro.
Non ci vedo più. Sto cretino, oltre a prendere le pompe, si è fatto i cazzi suoi andando a fare spese, perdendo tempo prezioso.
Gli chiedo diverse volte del perchè del suo ritardo ma non ricevo mai risposta. Per completare l'opera mancano i pannelli fotovoltaici. O non sono mai arrivati o qualcuno se li è portati via. Chiedo a Kanoute se il bancale era integro quando lo ha preso o se la pellicola era già strappata. Mi dice che era integro.
E allora che bisogno c'era di strappare la pellicola? Potevi farti caricare il bancale senza bisogno di smontarlo.
Per lui questa è un'accusa di furto. Si offende. Non me ne importa nulla.
Togliamo le tende.
Carichiamo tutto nell'auto del prof e andiamo a Bancoumana. Vorrei avvisare Vinny, ma il cellulare è quasi scarico, qualcuno lo ha scollegato per caricarsi i suoi... (e il trapano).
Arriviamo alle 14:30, la valigia è quasi pronta, butto dentro i ferri e le ultime cose e partiamo. Ho una carogna immensa sulla spalla, non sono riuscito a fare quasi nulla di quello che mi ero prefissato, un po' per colpa degli eventi e un po' per colpe esterne mi tocca lasciare il lavoro a metà.
Alle 16 avrei un appuntamento all'albergo, devono consegnarmi un cavalletto fotografico che dovrei portare a Sanremo, dove viene a prenderlo un amico che abita a Londra ma ha i parenti li.
L'autista sembra quasi farlo apposta (oppure è stato Kanoute a dirglielo), va pianissimo.
La velocità sui lunghi rettilinei deserti non supera mai i 50 km all'ora. Il viaggio che di solito dura un po' più di un'ora si trasforma in un'agonia di quasi due ore, ci bacchiamo pure l'ora di punta sul ponte sul Niger. Arriviamo all'albergo alle 16:40. Mi fiondo sotto la doccia e poi in letto, tanto chi doveva portarmi il cavalletto ha avvisato all'ultimo momento che non poteva venire... (nella mente mi si forma un grosso dito indice rivolto a Kanoute).
Sto sempre malissimo. Vinny e Maurizio si lavano e escono a farsi un paio di birre. Io preferisco dormire. Alle 7 di sera mi sveglio sudatissimo e sconvolto. Ma almeno il singhiozzo che è due giorni che non mi lascia in pace è passato. Mangiamo e aspettiamo le 22:00 per andare in aeroporto. Forse neppure questa volta muoio...

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Re: Una brutta esperienza

Messaggio da tricio » 16/10/2019, 17:59

Epilogo

Questa mania di usare un'autista sempre e comunque non riuscirò mai a capirla. Forse è uno status symbol. Ma se il tuo status cozza in modo incredibile con le dimensioni dell'auto devi arrenderti all'evidenza ed evitare di diventare una macchietta e far star scomodo in modo assurdo gli ospiti. Posso capire (anche se non concepisco) che in un viaggio di un paio di ore vuoi usarlo per non stancarti, ma in un viaggio di una mezz'oretta potresti anche evitartelo. La Yaris 3 volumi non è una macchina comoda per 5 persone. Il bagagliaio è comunque piccolo e oltre 4 pezzi tra valige e zaini non ci stanno. Già l'agonia da Bancoumana a Bamako con lo zaino in braccio è stata lunga, evitaci anche l'ultima tratta in quelle condizioni. Io peso un'ottantina di kg, sono alto 1,77 cm. Maurizio è più o meno come me, portiamo tutti e due la 52. Vinny è leggermente più basso, ma penso che porti la 56. Sul sedile dietro ci stiamo stretti e il posto al centro è scomodissimo. É toccato quasi sempre a me. Se adesso non ci va qualcun'altro io prendo un taxi!
Ci va Maurizio.
Verso le 22:00 arriva Kanoute con l'autista.
Poco prima delle 11 siamo in aeroporto. Fino alle 11 non ci fanno entrare. Giusto il tempo di una sigaretta.
Il terminal è bello nuovo, inaugurato un paio di anni fa a fianco di quello vecchio è moderno e funzionale. I finti facchini che vogliono portati la valigia non ci sono quasi più, non servono. Quelli che volevano compilarti il modulo neppure. C'è un metal detector all'ingresso in cui devi mettere tutto. Passo la valigia e il tizio al controllo vede le chiavi inglesi e il resto.
Mi chiama e mi dice:
Monsieur, mécanique?
Oui, hydraulique!
Mi alza il pollice con un sorriso.
Passiamo al check e poi alla dogana.
Fino a poco tempo fa dovevi compilare un modulo con i tuoi dati (gli stessi del passaporto) ora copiano direttamente i dati dal passaporto chiedendoti alcune cose non scritte.
Mi chiede che lavoro faccio. Hydraulique! Anche lui si apre in un sorriso, gli spiego che siamo venuti a cercare l'acqua. Dji, come dicono loro. Sembra che non abbia mai sentito cosa più bella. Felice come una pasqua mi fa i complimenti per il mio bambara (so solo 4 parole) e mi fa passare. Sono felice anche io. Per la prima volta da parecchio tempo

Il resto è un tedioso viaggio di ritorno con scalo di 5 ore a Casablanca.

Fine

efriel
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Re: Una brutta esperienza

Messaggio da efriel » 17/10/2019, 17:50

Immagino intendessi il dito medio, a Kanoute non l'indice :-)

Si, direi anch'io "una brutta esperienza"
Ef

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Re: Una brutta esperienza

Messaggio da tricio » 17/10/2019, 18:28

Giusto, il dito era il medio :-P

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