Oligarchia

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lig856
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Oligarchia

Messaggio da lig856 » 01/09/2019, 15:49

L’Italia come l’Europa è destinata a diventare una oligarchia?
I recenti sviluppi della nostra crisi, la reazione dei mercati dopo l’abbandono di Salvini, la tenacia del ns. Presidente nel voler evitare libere elezioni sembra proprio indicare questa ipotesi!
A questo punto penso che possa essere interessante un Estratto dal blog di Federico Dezzani
massima di Robert Michels:
Chi dice democrazia dice organizzazione, chi dice organizzazione dice oligarchia, chi dice democrazia dice oligarchia.”
La democrazia, sostengono i teorici delle élite, è sostanzialmente un’oligarchia, come peraltro qualsiasi altra forma di governo, perché è nella natura della società umana dividersi tra una minoranza che governa ed una maggioranza che è governata: vero o falso? Qualche sospetto che la tesi sia corretta c’è. Si analizzi, ad esempio, il caso dell‘Unione Sovietica, nata come “dittatura del proletariato”, si tramutò nel volgere di pochi anni in un’oligarchia, composta dalla nomenclatura del partito, sotto cui, ben distante, c’era quella militare.
Quando l’oligarchia perde il controllo della democrazia, quando la massa dei governati esce dal tracciato auspicato dalle élite, quando gli interessi della minoranza al potere sono minacciati dalle elezioni, nasce il populismo: populista è qualsiasi forza che, pur competendo con mezzi leciti, minaccia l’oligarchia al vertice delle democrazie liberali. La vecchia minoranza al potere, sempre più arroccata, è disposta a tutto pur di soffocare la ribellione dei governati.
Come l’oligarchia si difende in una democrazia liberale.?
Le democrazie liberali dell’Occidente sono governate da un’oligarchia che non è certo quella descritta nel libro “La casta” di Gian Antonio Stella che hanno adempiuto al saltuario compito di “sputtanare” il potere di facciata, così da salvaguardare chi il potere lo detiene e lo esercita per davvero.
L’oligarchia “occidentale”, liberata da qualsiasi freno grazie al collasso dell’URSS nel 1991, ha attuato da allora un’agenda di stampo mondialista, a lungo pianificata: globalizzazione dei mercati, finanziarizzazione spinta dell’economia, progressivo dissolvimento degli Stati in organismi sovranazionali, prima fra tutti l’Unione Europea, ed immigrazione di massa, così da livellare l’Occidente con il resto del mondo. Merci cinesi a buon mercato, mutui facili e credito al consumo, riforme neoliberiste e frontiere aperte, erano il programma che l’oligarchia occidentale aveva in serbo per i governati: ovviamente, adottando tale strategia, la minoranza ha anteposto i suoi interessi a quelli della massa e, possiamo dire, lo ha fatto con discreto successo. Tra i primi anni ’90 ed oggi, infatti, i salari reali sono diminuiti costantemente, mentre le grandi multinazionali si sono accaparrate sotto forma di profitti una fetta del reddito prodotto mai così grande dal secondo dopoguerra.
I primi malumori si avvertono in Europa, dove l’impoverimento prodotto dall’euro spinge gli elettori francesi ed olandesi a bocciare nel 2005 la Costituzione Europea: è la prima, allarmante, spia che segnala un crescente divario tra massa ed élite. Tutto, comunque, procede più o meno liscio per tre anni ancora, finché il motore statunitense, alimentato da mutui spazzatura e bolla immobiliare, si inceppa: è la bancarotta di Lehman Brothers che trascina con sé le borse. L’avvenimento è, allo stesso tempo, l’atteso “choc esterno” che, nei piani delle oligarchia, deve innescare l’eurocrisi, indispensabile per strappare il Tesoro Europeo e, di conseguenza, gli Stati Uniti d’Europa.
Negli Stati Uniti gli elettori masticano disoccupazione e lavori sottopagati,in Europa, e specialmente nell’euro periferia, assaggiano il sapore amaro di una depressione economica, condita dalla destabilizzazione del Medio Oriente che porta con sé ondate migratorie record. Né l’allentamento quantitativo della FED rilancia l’economia reale, né l’eurocrisi partorisce una federazione del continente: l’unico risultato ottenuto, ben poco invidiabile, è che per la prima volta dal dopoguerra le nuove generazioni sono più povere delle precedenti. L’insofferenza verso l’élite, anno dopo anno, aumenta ed è solo questione di tempo perché si riversi nelle urne.
L’oligarchia euro-atlantica è ora davanti ad un bivio: ammettere gli errori ed adeguarsi al malumore della massa, anche se ciò significa sacrificare i propri interessi e stravolgere la strategia di fondo, oppure resistere, contando sul fatto che con il monopolio della violenza, l’inganno, e la manipolazione è possibile difendere i propri privilegi. Come facilmente prevedibile, l’oligarchia imbocca la seconda strada: in seno alla democrazia liberale nascono così “i populisti”, ossia quei partiti che difendono istanze giudicate pericolose dalla minoranza.
Nella vita di una democrazia liberale il momento saliente è, ovviamente, il voto: rappresentando il momento in cui si “seleziona l’oligarchia”, il voto è l’unico varco da cui si possono insinuare le minacce per l’élite assediata e ciò spiega la tendenza, in atto da anni, a chiamare sempre meno la gente alle urne (le ultime due legislature italiane sono più che eloquenti in questo senso). La minoranza, di fronte all’incalzare dei populisti, deve quindi adottare misure difensive prima, durante e dopo il voto: non è un fenomeno totalmente nuovo, perché già durante la Guerra Fredda ai partiti comunisti europei era sostanzialmente proibito l’accesso al potere, anche se fedeli alla prassi costituzionale.
Prima del voto, c’è tutto l’armamentario della guerra psicologica: terrorismo, assassinii politici, assalti speculativi, minacce di bancarotta, campagne denigratorie, dossieraggio, battage della stampa, accuse di sessismo, razzismo e sciovinismo, etc. Il terrorismo “islamico” ha sovente risvolti di carattere politico e come la finanza cerchi spesso di condizionare l’elettorato con violenti movimenti dei mercati. Come non ricordare, poi, l’omicidio di Jo Cox prima del voto britannico sulla Brexit, o l’attuale campagna con cui i media americani cercano di screditare Donald Trump? In Europa, sotto questo aspetto, l’oligarchia si è spinta oltre, agendo direttamente sulla scacchiera politica con la fabbricazione di partiti populisti fittizi, utili ad incanalare e sterilizzare il malessere dell’elettorato: rientra in questa casistica il Movimento 5 Stelle che, concepito come forza anti-establishment
dalla stessa oligarchia, sta velocemente assumendo un profilo tranquillizzante e borghese ora che si avvicina la possibiltà di una scelta elettorale.
Dopo il voto, si è assisto negli ultimi anni, e specialmente nei Paesi più fragili, a manovre per rovesciare i governi
Sono tattiche, quelle adottate dall’oligarchia per difendere i propri interessi, di corto respiro accordo tra governanti e governati salta, se il regime vigente (che sia una monarchia assoluta od una democrazia liberale) è svuotato di ogni significato, se la minoranza si trasforma in una casta avulsa dal resto della società, la storia insegna che l’oligarchia è segnata. Un processo rivoluzionario è, a quel punto punto, inevitabile.
Stiamo vivendo un travagliato periodo di transizione e le difficoltà dell’oligarchia sono evidenti: abbondano i “mea culpa” in seno all’élite, dove molti esponenti ammettono di aver calcato troppo la mano, spingendo oltre il dovuto la globalizzazione, l’accentramento dei poteri verso organismi sovranazionali e l’immigrazione indiscriminata. Sono ripensamenti fuori tempo massimo: il fatto che negli Stati Uniti, patria della democrazia liberale, il candidato populista alla Casa Bianca dica di non volere accettare l’esito delle elezioni perché “truccate”, indica che anche la legittimità dell’oligarchia al potere non è più un argomento tabù. :ola :ola
Gil
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efriel
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Re: Oligarchia

Messaggio da efriel » 01/09/2019, 17:02

Ah,perché tu,pensavi a una cosa diversa? Anche in democrazia le dimensioni contano
Ti rimando a Tucidide 😊

frugolik
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Re: Oligarchia

Messaggio da frugolik » 01/09/2019, 18:15

Gil,
A parte la tendenza, invero un po’ complottista, di immaginare un disegno oligarchico a monte dello scorrere degli eventi, laddove pare più plausibile ciò che si desume all’inizio del tuo discorso...la selezione naturale agisce sulla cultura dei popoli, privilegiando le forme aggregative più adatte😜...il concetto non fa una grinza!
Tuttavia il “movimento” pensato dalla Casaleggio & C. e sponsorizzato dal “ricco clown di Bibbona” ( residenza estiva ad altissimo reddito di locazione 🤑) immagina di riscattare, attraverso la tecnologia moderna e i software di computer, l’idea di democrazia diretta gestita in tempo reale, più complicata negli Agorà condizionati dai grandi retori.
La convinzione di Tucidide che l’individuo umano, e le sue istituzioni oligarchiche siano protesi all’accumulo di potere, e che fece discostarsi Socrate, per bocca di Platone, dal concetto di Democrazia...il figlio di “Davide”, in nome del padre, intenderebbe smentirla affidando il potere ad un sistema alieno ( software ) che quelle tentazioni ancestrali non le ha!😜
Ci riuscirà prima che l’umanità si estingua sommersa dai reciproci anatema?🤪🤪🤪

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lig856
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Re: Oligarchia

Messaggio da lig856 » 01/09/2019, 21:05

Forse non c'è bisogno di un software alieno, leggi:
https://it.blastingnews.com/cronaca/201 ... 39275.html
L'I.A. sta facendo passi da gigante, non vorrei che la piattaforma prendesse il sopravvento sugli umani :lol: , progettando la fine della Casaleggio Junior & Company ma di I. ce ne sta poca e molto A. :mrgreen:
Non l'ha detto Eschilo né Sofocle né Tucidide....lo dico io: il muovimento 5 Stars era nato come partito anti-sistema ora è il partito dei Sistemati. :D :lol: :lol:
Gil
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